Classificazione Tassonomica
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Dominio
Regno
Sottoregno
Superphylum
Phylum (o Tipo o Divisione)
Subphylum 
(o Sottotipo o Sottodivisione)
Infraphylum
Superclasse
Classe
Sottoclasse
Infraclasse
SuperOrdine
Ordine
Sottordine
Infraordine
Superfamiglia
Famiglia
Sottofamiglia
Tribù
Sottotribù
Genere
Sottogenere
Specie
Sottospecie
Razza (Zoologia)
 Varietà (botanica)
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Dominio
Il dominio è un gruppo tassonomico introdotto molto di recente ed è il livello più alto della classificazione scientifica. Si basa sulla teoria filogenetica, ovvero sulle differenze genetiche che intercorrono fra le diverse specie viventi. Un dominio racchiude al suo interno le forme di vita evolutivamente più vicine in 3 grosse categorie che si distinguono quindi per avere DNA più simile fra loro che rispetto agli appartenenti delle altre due categorie.

Regno
Il regno è il gruppo tassonomico di livello gerarchico più elevato che fu introdotto già da Linneo.
Originariamente Linneo divise il mondo organico, secondo il criterio della mobilità, in due regni: Animali e Vegetali. Col procedere delle conoscenze biologiche tale divisione risultò insostenibile in quanto:
il regno vegetale comprendeva sia autotrofi che eterotrofi;
tra i microorganismi, specie affini risultavano appartenere a regni diversi;
i vegetali comprendevano organismi sia Eucarioti che Procarioti.
Oggi sono sicuramente riconosciuti cinque regni:
Monere, comprendente tutti i Procarioti;
Protisti, costituito dagli Eucarioti unicellulari o pluricellulari ma privi di differenziamento in tessuti (esclusi i Funghi);
Funghi, individuati da alcune particolarità strutturali e metaboliche;
Piante, costituito dagli organismi autotrofi con differenziamento cellulare;
Animali, costituito dagli organismi eterotrofi con differenziamento cellulare.

Sottoregno
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Superphylum
Il superphylum è una suddivisione del Regno animale e del Regno vegetale.
Raggruppa più phylum all'interno di uno stesso sottoregno.

Phylum (o Tipo o Divisione)
Il phylum (plurale phyla) è il gruppo tassonomico gerarchicamente inferiore al regno e superiore alla classe. Il termine tipo è più usato in zoologia, divisione in botanica e nelle scienze di altri regni (protisti, monere e così via). Questa strana differenziazione si perpetua ancor oggi: invece di scegliere una volta per tutte un termine tra "tipo" e "divisione" si fa ricorso al greco-latinismo phylum (dal greco "nazione", "tribù", "gente") che "dovrebbe" andar bene per tutti i regni. Comunque, in spagnolo e portoghese si usa correntemente l'adattamento filo.
Gli organismi dello stesso phylum hanno un piano strutturale comune, non necessariamente evidente dalla morfologia esterna.

Subphylum (o Sottotipo o Sottodivisione)
Il subphylum (pl.subphyla) è una categoria tassonomica, utilizzata in biologia per la classificazione scientifica delle forme di vita, rappresentante un taxon gerarchicamente inferiore al phylum e superiore alla classe. In zoologia viene spesso usato come sinonimo il termine sottotipo, mentre in botanica la tradizione vuole la sua sostituzione con la parola sottodivisione.
Nella classificazione delle piante e delle alghe, il nome di un subphylum è identificabile grazie al suffisso -phytina. Nel regno dei funghi si aggiunge invece il suffisso -mycotina.
Per il regno animale non esiste una precisa convenzione di nomenclatura (Crustacea, Uniramia, Vertebrata etc.)

Infraphylum
L'infraphylum (pl. infraphyla) è una categoria tassonomica, utilizzata in biologia per la classificazione scientifica delle forme di vita. Rappresenta un taxon gerarchicamente inferiore al phylum (e ad un possibile subphylum) e superiore alla classe (e ad eventuali superclassi).

Superclasse
Negli studi di classificazione scientifica delle forme viventi, una superclasse è una categoria tassonomica intermedia tra il Phylum (o la Divisione) e la Classe.

Classe
Nelle scienze naturali, ai fini della tassonomia, la classe è uno dei livelli di classificazione scientifica degli organismi viventi (tanto della zoologia, quanto della botanica) e dei minerali.
Diverse Classi possono (ma non è necessario) essere ulteriormente suddivise in Sottoclassi.
Nel sistema di classificazione usato in zoologia è immediatamente inferiore al tipo e superiore all'ordine. Ovvero: nello stesso tipo ci sono uno o più classi, e ciascuna classe viene suddivisa in una o più ordini.
Esempio
Gli Uccelli sono una classe, chiamata Aves, la quale viene ulteriormente suddivisa in sottoclassi, di cui interessa soprattutto quella chiamata Neorniti (Neornithes).
Nel sistema di classificazione usato in botanica è immediatamente inferiore alla divisione e superiore all'ordine. Ovvero: nella stessa divisione ci sono uno o più classi, e ciascuna classe viene suddivisa in una o più ordini.
In cristallografia fanno parte di una classe tutti i cristalli con lo stesso grado di simmetria. Ci sono 32 classi.

Sottoclasse
In biologia una sottoclasse è una categoria (più precisamente un rango tassonomico) della classificazione scientifica degli organismi viventi. Si tratta di una categoria intermedia, tra classe e ordine. In alcuni casi esistono ulteriori suddivisioni delle sottoclassi di grado superiore all'ordine: le infraclassi e i superordini. Le sottoclassi di piante, alghe e funghi hanno rispettivamente i suffissi -idae, -phycidae e -mycetidae. Un esempio di sottoclasse è Eutheria, a cui appartiene l'uomo.

Infraclasse
In biologia, ai fini della tassonomia, l'infraclasse è uno dei livelli di classificazione scientifica degli organismi viventi, tanto della zoologia, quanto della botanica.
Nell'organizzazione sistemica, l'infraclasse è inferiore alla sottoclasse e superiore all'ordine (o al superordine se esistente). Una sottoclasse può perciò contenere più infraclassi, ciascuna delle quali suddivisa in uno o più ordini (o più superordini).

SuperOrdine
Nella tassonomia, il sistema scientifico di classificazione gerarchica degli organismi viventi, il superordine è la categoria sistematica, ed opzionale, compresa tra ordine e sottoclasse.

Ordine
In biologia, ai fini della tassonomia, l'ordine è uno dei livelli di classificazione scientifica degli organismi viventi, tanto della zoologia, quanto della botanica.
Nell'organizzazione sistemica, l'ordine è inferiore alla classe e superiore alla famiglia. Nella stessa classe ci sono perciò uno o più ordini, e ciascun ordine è suddiviso in una o più famiglie.
I nomi degli ordini di Uccelli terminano sempre con -iformi (-iformes),
Esempio
I Passeriformi (Passeriformes) sono un ordine della classe degli Uccelli (Aves). Quest'ordine è ulteriormente suddiviso in quattro sottordini, di cui uno (Oscini) comprende gli uccelli europei.

Sottordine
Il sottordine è un livello della classificazione che si opera sugli esseri viventi.
Il livello più ampio, che include quindi più sottordini, è ordine. Ogni ordine a sua volta si suddivide in vari infraordini.

Infraordine
In biologia, ai fini della tassonomia, l'infraordine è uno dei livelli di classificazione scientifica degli organismi viventi, tanto della zoologia, quanto della botanica.
Nell'organizzazione sistemica, l'infraordine è inferiore al sottordine e superiore alla famiglia (o alla superfamiglia se esistente). Nello stesso sottordine ci sono perciò più infraordini, e ciascun infraordine è suddiviso in una o più famiglie (o più superfamiglie).

Superfamiglia
La superfamiglia è una suddivisione del Regno animale e del Regno vegetale.
Raggruppa più famiglie all'interno di uno stesso infraordine.

Famiglia
In biologia, ai fini della tassonomia, la famiglia è uno dei livelli di classificazione scientifica degli organismi viventi, tanto della zoologia, quanto della botanica.
Nell'organizzazione sistemica, la famiglia è inferiore all'ordine e superiore al genere. Nello stesso ordine ci sono perciò uno o più famiglie, e ciascuna famiglia è suddivisa in uno o più generi.
La suddivisione in generi può essere preceduta da quella in sottofamiglie, che in zoologia possono essere a loro volta suddivise in tribù.
In zoologia i nomi degli ordini terminano sempre con -idi (-idae); la prima parte si basa invece sul nome del genere più rappresentativo.
Esempio
Gli Anatidi (Anatidae) sono una famiglia dell'ordine degli Anseriformi (Anseriformes). Questa famiglia è ulteriormente suddivisa nelle sottofamiglie degli Anseranatinae, Anserinae e Anatinae. Quest'ultima sottofamiglia è ulteriormente suddivisa in tribù: Tadornini, Anatini,... La tribù degli Anatini comprende i generi Anas, Rhodonessa,...

Sottofamiglia
La sottofamiglia è una categoria tassonomica, utilizzata in biologia per la classificazione scientifica delle forme di vita, tanto della zoologia, quanto della botanica.
Rappresenta un taxon gerarchicamente inferiore alla famiglia e superiore al genere (o alla tribù se esistente).
Nello stessa famiglia ci sono perciò più sottofamiglie, e ciascuna sottofamiglia è suddivisa in uno o più generi (o più tribù).

Tribù
Negli studi di classificazione scientifica delle forme viventi, una tribù è una categoria tassonomica intermedia tra sottofamiglia e genere. Secondo i criteri sistematici, le Tribù riuniscono quindi i generi che condividono una storia evolutiva simile all'interno di una Famiglia o di una sottofamiglia.
Rappresentando una categoria intermedia fra famiglia ed ordine, l'uso delle tribù da parte dei biologi viene utilizzata principalmente in quelle famiglie che presentano particolare variabilità all'interno.
Le tribù hanno generalmente il suffisso -ini mentre le sottofamiglie hanno generalmente il suffisso -inae. Ad esempio nella sottofamiglia Homininae si riconoscono le Tribù Gorillini e Hominini che comprendono rispettivamente il Gorilla e l'uomo.

Sottotribù
Negli studi di classificazione scientifica delle forme viventi, una sottotribù è una categoria tassonomica intermedia tra tribù e genere. Secondo i criteri sistematici, le sottotribù riuniscono quindi i generi che condividono una storia evolutiva simile all'interno di una famiglia, di una sottofamiglia o di una tribù.

Genere
Nelle scienze naturali il genere è una categoria che raggruppa le specie, in quanto aventi caratteristiche tra loro comuni.
Più generi vengono a loro volta raggruppati in famiglie.
Nella nomenclatura binomiale codificata da Linneo ogni creatura vivente viene contraddistinta da due termini - il genere, con iniziale maiuscola, e la specie, con iniziale minuscola. Altri termini aggiuntivi, p.es. la sottospecie, sono facoltativi.
La definizione esatta di genere è complessa e non sempre univoca.
In linea di massima, specie diverse appartenenti allo stesso genere hanno una serie di caratteristiche comuni, ma non possono riprodursi. Esistono casi rari di riproduzione tra specie diverse di uno stesso genere (ibridazione), molto spesso con l'intervento umano, ma i figli rimangono infecondi.
Per esempio, il cavallo può incrociarsi con l'asino, dando origine al mulo e al bardotto, ma né il mulo né il bardotto possono avere figli. L'incrocio, inoltre, avviene per opera dell'uomo ma non avviene in natura.
La situazione classica presenta però diverse eccezioni, soprattutto nel regno vegetale.

Sottogenere
Il sottogenere è una categoria tassonomica, utilizzata in biologia per la classificazione scientifica delle forme di vita, rappresentante un taxon gerarchicamente inferiore al genere e superiore alla specie.


Specie
Il concetto di specie è alla base della classificazione degli organismi viventi, trattandosi del livello tassonomico obbligatorio gerarchicamente più basso. La scelta di un criterio univoco ed universale per identificare le specie è però difficile. Tuttavia si può ovviare alle difficoltà quando si considera attualmente la specie come l'unità tassonomica fondamentale.
Esistono, perciò, vari concetti utilizzati: cioè la specie può essere, tipologica, morfologica, biologica e cronologica.

Specie biologica
Specie tipologica
Specie morfologica
Specie cronologica
Specie filofenetica
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Specie biologica
E' la più diffusa, usata in zoologia, la biologica si basa sugli esperimenti che provano la discendenza fertile degli incroci. La specie è rappresentata da quegli individui che incrociandosi tra loro generano potenzialmente una prole illimitatamente feconda.
Il concetto di illimitatamente e feconda sono a fondamento della classificazione. È noto a tutti che l'asino e la cavalla generano il mulo, che è sterile. Meno famoso può essere l'esempio di alcune tartarughe, che, accoppiandosi, dànno alla luce piccoli in grado di generare fino alla seconda o alla terza generazione, poi quest'ultima si evidenzia infertile. Si scopre così che quelle tartarughe, non dando origine a prole illimitatamente feconda, appartengono a specie diverse.
Tuttavia tale definizione, per quanto rigorosa, non è rigidamente applicabile in campo botanico. Molte forme vegetali, pur presentando evidenti diversità, tali da non poter essere considerate della medesima specie, si incrociano originando ibridi illimitatamente fertili. In questi casi codesta definizione tassonomica non è più valida, e si ricorre a diverse classificazioni, basate sulle diversità somatiche e/o filogenetiche.


Specie tipologica
La tipologica è la specie fondata su un tipo, definito olotipo, cioè su un esemplare che la rappresenta e che dovrebbe essere in un museo pubblico a disposizione degli studiosi. L'esemplare quindi può servire per i confronti; ma non è sempre così, perché ad es. può perdersi. In questo caso può essere rimpiazzato da un neotipo. Quindi, per definizione, il concetto di specie tipologica non implica necessariamente il fissismo di Linneo, perché al tipo se ne possono aggiungere altri, paratipi, che danno l'idea della variabilità. Questo concetto, sebbene oggi comunemente utilizzato in tassonomia, è formalmente incompleto e di utilizzo più pratico che teorico, in quanto criticato aspramente da Lamarck in poi, che con la teoria nominalistica mette in discussione l'idea stessa di archetipo.


Specie morfologica
La morfologica è la specie basata su caratteri morfologici. Viene generalmente usata per le specie attuali e per quelle fossili. Quando si hanno a disposizione molti esemplari (minimo 50) i caratteri rappresentabili da numeri possono essere indagati con metodi statistici; per es. curve a campana.
In passato strettamente connessa al concetto di specie tipologica oggi è sempre più rimpiazzata, perlomeno nelle specie viventi, da studi di ordine molecolare e genetico. È infatti ovvia la difficoltà
di applicazione di tale definizione a sibling species e a specie con dimorfismo accentuato molto marcato.
Una concezione più moderna è quella della specie fenetica, che applica algoritmi di analisi delle similitudini e dei caratteri comuni, rendendo questa metodologia in grado di analizzare anche esseri inanimati. Utile per i fossili, anche questa definizione non tiene conto delle relazioni filogenetiche tra i rami evolutivi e le specie.


Specie cronologica
La cronologica è basata sul concetto "tempo" ed è il classico campo di studi sulla paleontologia sistematica e biostratigrafia, vedi prove paleontologiche dell'evoluzione.


Specie filofenetica
La filofenetica è basata sulla combinazione della metodologia fenetica con la teoria evolutiva, considerando nell'analisi delle similitudini anche le relazioni filogenetiche.
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Sottospecie
Nella gerarchia della classificazione degli organismi viventi, la sottospecie si colloca un gradino più in basso della specie. Viene utilizzata per indicare organismi della stessa specie ma con delle differenze minime, che non sono sufficienti per considerarli una specie completamente diversa.

Razza (Zoologia) o Varietà (botanica)
Col termine razza viene inteso un gruppo di individui, animali o vegetali appartenenti ad una stessa specie ed accomunati da caratteri comuni che si differenziano, in modo più o meno marcato, da altri gruppi di individui appartenenti alla stessa specie.
La specie, considerata come insieme, si divide in sottoinsiemi (sottospecie, razze), distinguibili da elementi fisici caratterizzati dall'ereditarietà. La nascita e la conservazione della razza è dovuta a processi evolutivi (selezione naturale, isolamento geografico…). Individui di razze diverse possono, in quanto appartenenti alla stessa specie, dare luogo ad ibridi con capacità riproduttive immutate.
La nozione di razza è controversa ed ha suscitato un ampio dibattito scientifico trascinatosi sino ad oggi, soprattutto quando la stessa viene utilizzata per definizioni concernenti la specie umana, suddividendola sulla base di caratteristiche intellettive e fisiche correlate tra loro o quando le definizioni e i fenotipi vengono classificati come ereditari ed immodificabili.
Di fatto, il termine viene correntemente usato nel caso di animali domestici, per indicare varietà prodotte artificialmente e che devono conservare determinati standard. Anche per le specie naturali può essere utilizzato per identificare gruppi in qualche modo omogenei tra loro all'interno delle specie, ma non è generalizzabile a tutti i casi. In particolare, non è applicabile ad una specie geneticamente omogenea come quella umana. Utilizzando un'interpretazione ampia del concetto di razza su basi genetiche, entro la specie umana si dovrebbero accostare gli europei agli africani, separandoli da altri gruppi.
Sono di grande importanza le implicazioni culturali, politiche e sociali originate dalle diverse teorie elaborate nella storia nell'ambito del concetto di razza applicata alla specie umana. Il concetto di razza non è legato necessariamente al razzismo, al nazismo, all'apartheid, in cui la razza viene usata come criterio discriminante tra gli indidivui correlandola a presunte superiorità derivanti dalle differenze fisiche o intellettuali. Alcuni usano il termine con un significato in sociologia: per razza intendono un gruppo esteso di persone che per motivi geografici o di altra natura hanno vissuto tra di loro per un lungo periodo di tempo, finendo per sviluppare caratteri somatici peculiari e facilmente riconoscibili. Inoltre col tempo hanno acquistato una coscienza di gruppo e vengono considerati dagli altri come un'unità razziale.