STROBEL PEREGRIN![]()
Milano 22 agosto 1821-Vignale di Traversetolo 8 giugno 1895
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La famiglia Strobel è una nobile famiglia tirolese originaria di Rattenberg e Innsbruck, rappresentata in gran parte da funzionari austriaci. Lo Strobel nacque, quale quarto figlio di otto fratelli e sorelle, a Palazzo Marino, la sede nel Lombardo-Veneto della Casa Imperiale Asburgica, ove il padre, Michael von Strobl zu Haustatt und Schwannefeld, era stato trasferito dal Tirolo con la carica di cassiere imperiale dell’Arciduca Rainer. Michael Strobl, che tra l’altro fu ufficiale degli Schützen di Andreas Hofer e combatté contro i Franco-italo-bavaresi nella Compagnia del conte Welsberg, fu cancelliere a Bolzano e, nel periodo di Milano, consigliere amministrativo dell’Arciduchessa di parma Maria Luigia d’austria. Il nome di Peregrin gli fu imposto alla nascita in quanto suo padrino fu Peregrin von Menz, alto funzionario artistico, amico del padre. La madre era Elisabeth von Webern, di nobile famiglia tirolese e zia del grande compositore Anton von Webern. A Milano, tra Palazzo Marino, San Fedele e la Villa Reale si muoveva una multiforme società mitteleuropea, che andava dalla famiglia Asburgo, a Radetzky, a Carl Mozart (figlio del compositore), al conte Firmian, al conte del Tirolo Mohr, al Manzoni e alla buona borghesia lombarda. In questo ambiente poliglotta e mitteleuropeo crebbe e si sviluppò la fanciullezza dello Strobel. Come era obbligo per tutti i figli dei Tirolesi, anche lo Strobel frequentò il rinomato ginnasio a Merano, con ottimi risultati. Durante questo periodo si concretizzò la sua passione per le scienze naturali, che erano assai diffuse presso la Corte di Vienna grazie al duca Leopoldo e a suo figlio Francesco Stefano e al famoso Naturalienkabinett. Lo Strobel ebbe come guida e maestro ideale nelle scienze naturali lo zio Leonhard Liebener di Innsbruck, noto naturalista, e il grande esploratore Alexander von Humboldt, amico di famiglia. Già nel 1832, a soli dieci anni, lo Strobel divenne Socio della Zoologisch-Botanische Verein zu Wien. Dopo la maturità, frequentò le università di Innsbruck e Pavia, per laurearsi dapprima in giurisprudenza (1842) e più tardi in scienze naturali. L’Università di Pavia era allora un’università austriaca molto attiva, in cui si muoveva un ambiente progressista-liberale, in parte legato alla Chiesa Evangelica. A quest’ultima appartenne anche lo Strobel, che giunse a diventare curato e fu, in seguito, uno dei fondatori della comunità evangelica parmense. Fu inoltre socio fondatore della Società della Cremazione a Milano, i cui membri erano di provenienza mitteleuropea. Lo Strobel rimase alunno di concetto presso la Delegazione Imperiale del Governo Austriaco dal 1845 al 1847, indi, per un decennio, fu Coadiutore dell’Imperial Regia Biblioteca di Pavia. Nel contempo divenne Socio Corrispondente dell’Accademia degli Agiati in Rovereto, la più antica Accademia del Tirolo, fondata dall’imperatrice Maria Teresa. Le sue prime osservazioni scientifiche furono: Delle Conchiglie nei dintorni di Innsbruck (1843-1844), Notizie malacostatiche sul Trentino (1851) e Beitrag zu Mollusken Fauna von Tyrol, quest’ultimo lavoro scritto insieme al fratello Joseph. Nel 1853, a Pavia, fondò a sue spese il primo Giornale di Malacologia in lingua italiana, che accoglieva corrispondenze da tutta Europa, tra cui zeitschrift fur Malakozoologie di Menke und Pfeiffer, K. u. K. Akademie der wissenschaften Wien e Journal de conchyliogie. Il giornale rimase in vita due anni, pubblicando tra l’altro sedici note redatte dallo Strobel e numerose notizie bibliografiche. A soli trentatrè anni era già noto nel mondo scientifico internazionale, tanto da essere membro della Naturforschende Gesellschaft in Halle an der Saale, dell’accademia Imperiale Leopoldinae Carolinae naturae curiosorum in Breslau, dell’Akademie nordische Alterhumsforscher in Kopenhagen, del-l’akademie Deutscher Naturfoscher und Artze in Innsbruck, della Società Malacologica Italiana, dell’Ateneo di Bergamo, della Società Italiana di Scienze Naturali e Miembro Corresponsal Academie Nacional de Ciencias Buenos Aires e Miembro de Sociedad Farmaceutica Argentina. Fu inoltre socio onorario di molte associazioni naturalistiche e alpinistiche, oltre che di fondazioni a scopo sociale ed educativo, come il Collegio Maria Luigia di Parma. Fu anche iscritto alla massoneria. Nel 1857 venne chiamato alle scuole facoltative di Piacenza, come professore di storia naturale. Nel 1858 fu tra i soci fondatori della Società Italiana di Scienze Naturali di Milano. Nel 1859 a Parma, ove già il padre Michael era stato consigliere dell’Arciduchessa Maria Luigia d’Austria, gli venne offerta la prima cattedra universitaria. Ebbe la nomina a professore di Storia Naturale presso la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’università di Parma (Decreto dittatoriale del 6 dicembre 1859). Nel 1863 fu nominato professore di Mineralogia, Geologia e zoologia e Direttore del Gabinetto di Storia naturale presso l’Università di Parma (Decreto sovrano del 19 gennaio 1863). Si innamorò di molte donne, non sempre ricambiato. Questa irrequietezza sentimentale lo portò spesso a desiderare grandi viaggi e a congedarsi da città e paesi. Verso la fine del 1864 lasciò l’università di Parma per trasferirsi in Argentina: su invito del rettore dell’Università di Buenos Aires, Juan Maria Gutierrez, e del suo caro amico, il noto scrittore e medico Paolo mantegazza, accettò infatti di contribuire alla fondazione e allo sviluppo della facoltà di Scienze Naturali. Il soggiorno in Argentina, terra in gran parte sconosciuta, significò per lo Strobel, oltre che realizzare il sogno di giovinezza di conoscere il Nuovo Mondo, una grande occasione per le sue ricerche scientifiche. Durante il viaggio dall’Europa all’america si fermò nell’isola di San Vincenzo, una delle maggiori del Capo Verde, ove gli parve di riscontrare delle analogie con le terremare che aveva iniziato a studiare in Emilia. Pubblicò queste osservazioni a Parigi nel 1865. Nei circa due anni di permanenza in Sud America allargò la sua attività a molti campi della ricerca naturalistica partecipando a spedizioni che lo portarono fino in Patagonia e nella terra del Fuego. È interessante notare che nel corso di queste esplorazioni fu tra i più entusiasti naturalisti a servirsi della fotografia, che era al suo inizio. L’apparecchio fotografico si rivelò subito il giusto supporto operativo, che permise ai naturalisti di acquisire documentazione più precisa del disegno e si rivelò di particolare utilità per l’Antropologia e l’Etnologia. Essa offriva, tra l’altro, il vantaggio di poter inviare le immagini rapidamente ai diversi colleghi. Dall’Argentina, lo Strobel invitò il suo amico e collega del Tirolo, il padre francescano naturalista Vinzenz Gredler, ad andare a insegnare all’Università di Buenos Aires. Non riuscì tuttavia a realizzare quel desiderato binomio scientifico. Nella sua prima lezione all’università di Buenos Aires parlò di Darwin: un tema che divideva e univa studenti e ricercatori. Della Patagonia, come scrisse nei suoi libri sull’argentina (1865-1867 e 1869) lo affascinarono le montagne, che gli ricordavano quelle del Tirolo. Gli amici naturalisti di Buenos Aires, avendo scoperto un lago al 48° parallelo sud, in Patagonia, lo intitolarono Lago Strobel in suo onore. La morte del padre Michael nel Tirolo lo costrinse tuttavia a fare ritorno in Europa per affrontare, quale più anziano dei fratelli, la successione del Fidecommesso della famiglia Strobel a Innsbruck. Prima di lasciare Buenos Aires costituì la Fondazione Peregrino Strobel, il cui fine era quello di assegnare una borsa di studio per i più meritevoli tra gli studenti della Facoltà di Scienze Naturali (Il Presente 26 dicembre 1881). Infine ritornò definitivamente a Parma attorno al 1868, dopo aver peregrinato per le diverse città europee. All’Università di Parma gli venne assegnata la cattedra di Geologia. Nel 1871 fu nominato Direttore della Scuola di Farmacia del-l’università di Parma per il triennio 1871-1872/1873 - 1874 (Decreto sovrano del 22 novembre 1871). Conseguì poi la laurea in Scienze Naturali presso l’Università di Parma (10 marzo 1872). Nel 1874, fu dispensato, dietro sua richiesta e per motivi di salute, dall’insegnamento della Zoologia, affidato al professore di Anatomia Comparata (Dispaccio ministeriale del 29 ottobre 1874). Nel 1875 fondò, insieme a Gaetano Chierici e al suo vecchio allievo, Luigi Pigorini, il Bullettino di Paletnologia Italiana. Nello stesso anno, a Pisa, fu tra i fondatori della Società Malacologica Italiana. Fu anche Direttore del Museo di Storia Naturale di Parma e come tale collaborò alla stesura delle notissime guide di viaggio in lingua tedesca di Karl Baedeker (Leipzig), specialmente per la guida Ober-Italien. Nel 1878 fu nominato Preside della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’università di Parma per il triennio 1878-1879/1880-1881 e a tale carica fu poi rieletto per il triennio 1890-1891/1892-1893. Nel 1891 fu eletto all’unanimità Rettore dell’Università di Parma per il triennio 1891-1892/1893-1894 (Decreto sovrano del 2 luglio 1891), carica a cui rinunciò dopo il primo anno per motivi di salute. Nel 1894 donò al Museo di Storia Naturale dell’Università di Parma una ricca e preziosa Collezione di Conchiglie extramarine da lui raccolte ed illustrate, nonché i suoi libri di Storia Naturale (Verbale dell’Adunanza del Consiglio di Facoltà di Scienze del 15 aprile 1894). A uno stato di salute apparentemente debole (soffrì di una ipertrofia al cuore, sindrome che gli permise ugualmente di fare viaggi avventurosi), contrappose un’intelligenza vivacissima e una forte memoria. Oltre a conoscere le lingue antiche, greco e latino, parlava perfettamente tedesco, italiano, francese, inglese e spagnolo e possedeva alcune nozioni di ungherese e di turco. Lo Strobel fu autore di almeno 195 pubblicazioni, scritte in cinque lingue: di particolare importanza sono i suoi scritti sulle terremare e quelli sulla malacologia, gli studi relativi alla distribuzione geografico-fisica dei molluschi terrestri e d’acqua dolce dell’Alta Italia e inoltre le indagini di paleo-zoologia relative ai resti faunistici nei depositi preistorici d’Italia. Tra i suoi meriti va anche annoverato quello di aver fondato una pubblicistica periodica di scienze naturali in lingua italiana. Lo Strobel intraprese studi naturalistici, antropologici, archeologici ed etnologici. Tra i suoi allievi più noti vi furono Luigi Pigorini e Omboni, tra i colleghi a lui più vicini il viennese G. Jan di Milano e l’astronomo e fisico Pietro Pigorini, già rettore dell’università di Parma. La sua attività di ricerca costituì un ponte tra l’Europa e il Nuovo Mondo, come ben si può leggere presso il vecchio Rettorato dell’Università di Parma, sotto il monumento che gli Argentini gli dedicarono nel 1899. Il suo motto, come missionario della cultura, fu Wo du bist, musst du deine Pflicht tun (ovunque tu ti venga a trovare, devi fare il tuo dovere). L’epoca in cui lo Strobel visse era il tempo dei grandi sviluppi delle scienze naturali e della tecnica, che risvegliò molte speranze, portando a credere che la cooperazione delle Scienze potesse significare anche intese politiche di pace. Molti dei naturalisti aderirono ai movimenti pacifisti e questa fu anche la scelta dello Strobel, che ebbe contatti, anche attraverso la cugina Maria Strobel di Innsbruck, con il movimento dell’austriaca Berta von Suttner, premio Nobel per la Pace. Seguì anche attentamente le conferenze di Londra di Henry Richard sulla International Reduction of Armaments, del 1879. Lo Strobel, uomo attento agli avvenimenti del suo tempo, percepì perfettamente l’ondata di liberalismo che andava addensandosi su tutta la Mitteleuropa e che sfociò con le ribellioni del 1848 e prese lo spunto di essere nato a Milano per opporsi alla restaurazione austriaca nel Lombardo-Veneto. Espresse in suo ermetico diario il tormento di queste e di altre scelte, come quando, nel 1883, dovette andare a rappresentare la città di Parma al Parlamento a Roma, prendendo una decisione che comportò grossi contrasti in seno alla famiglia Strobel, che si trovava in Austria. Egli affermò spesso di non avere una patria, se non la bandiera delle sue ricerche scientifiche. Alla Camera prese posto all’estrema sinistra. un’altra nota che può chiarire il carattere dello Strobel nella sua vita di spirito indipendente e insofferente è il discorso pubblico che pronunciò all’inaugurazione dell’anno accademico 1891-1892 in qualità di Rettore Magnifico dell’Università di Parma. In esso, esprimendo una visione molto avanzata delle riforme sociali e scolastiche, suscitò grande scandalo, al punto che dovette difendersi da numerosi attacchi reazionari. Tra l’altro, fu anche promotore e sostenitore dell’abolizione dello studio del greco nei licei. Lo Strobel sposò, ormai cinquantenne, la giovane Adelinda Valdagni, appartenente a una nobile famiglia trentina, rappresentata da medici e farmacisti. Ebbero due figli, di cui il secondo, Daniele, divenne un famoso pittore. Lo Strobel morì per sindrome cardiaca. Fu cremato e sepolto in un loculo monumentale nel cimitero dell’università di Parma. Fu una cara amica di famiglia, Caterina Pigorini Beri, a pubblicare sulla Gazzetta di Parma (15 giugno 1895) una sua commossa commemorazione, ricordandolo alle autorità e ai cittadini di Parma. Nello Strobel si condensarono ampiamente le due culture, tedesca e italiana, anche se convissero con molta difficoltà: razionalmente e filosoficamente appartenne alla cultura tedesca mitteleuropea, sentimentalmente fu legato alla letteratura italiana della sua epoca e appassionato a quel mito dell’Arcadia intesa come immagine ideale che i viaggiatori nordici avevano della natura mediterranea e della riscoperta del mondo antico.
FONTI E BIBLIOGRAFIA:
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