Dumont, Jules Sébastien César d'UrvilleJules Sébastien César Dumont d'Urville (Condé-sur-Noireau, 23 maggio 1790 – Meudon, 8 maggio 1842) ammiraglio ed esploratore francese.
Indice
1 Cenni biografici
1.1 Infanzia e giovinezza
1.2 I primi anni in marina
1.3 Il primo viaggio
1.4 Il viaggio sulla Coquille
1.4.1 Risultati dei viaggio
1.5 Il primo viaggio dell'Astrolabe
1.6 Il secondo viaggio dell'Astrolabe
1.6.1 Le premesse
1.6.2 Antartide, primi contatti
1.6.3 Il Pacifico
1.6.4 Verso sud
1.7 Contrammiraglio
2 Luoghi e piante
3 Opere
4 Altri testi legati alle spedizioni
5 Note
6 BibliografiaCenni biografici
Infanzia e giovinezza
Il padre Gabriel Charles François Dumont, signore d'Urville e balivo di Condé-sur-Noireau (1728 – 1796) ricopriva, come i suoi antenati, la carica di giudice presso il tribunale di Condé. La madre Jeanne Françoise Victoire Julie (1754 – 1832), originaria di Croisilles, era una donna molto rigida e formale proveniente da un'antica famiglia della nobiltà rurale della Bassa Normandia. Il giovane Jules era fragile e spesso malaticcio; dopo la morte del padre la figura di riferimento per il bambino fu l'abate di Croisilles, fratello della madre, che a partire dal 1798 si incaricò della sua educazione. Tra gli insegnamenti che gli vennero impartiti dall'abate vi furono il latino, il greco, la retorica e la filosofia.Dal 1804 studiò presso il lycée Impérial di Caen; è proprio nella biblioteca di questa città che iniziò la lettura degli enciclopedisti ma soprattutto dei resoconti di viaggio di Bougainville, Cook e Anson, che lo appassionarono profondamente. All'età di 17 anni venne scartato alle prove fisiche dell'esame di ammissione all'École Polytechnique [1] e in modo del tutto inatteso decise di arruolarsi in marina.
I primi anni in marina
Nel 1807 venne ammesso alla École Navale di Brest dove si contraddistinse come un giovane timido, molto serio e studioso, poco incline agli svaghi e molto più interessato agli studi che agli aspetti militari. Nel 1808 ottenne il grado di aspirante di prima classe.All'epoca la marina militare francese era solo una "cugina" negletta e lontana dai fasti delle armate napoleoniche e le sue imbarcazioni erano bloccate nei porti dall'assoluto predominio della Royal Navy britannica. D'Urville, bloccato a terra come i suoi colleghi, trascorse i primi anni in marina studiando le lingue straniere. Nel 1812, dopo essere stato promosso guardiamarina, trovandosi annoiato dalla vita di porto e disapprovando la dissolutezza degli altri giovani ufficiali, chiese il trasferimento e venne inviato a Tolone a bordo della Souffren; anche quest'ultima nave era però bloccata in porto.
In questo periodo il giovane Jules aggiunse al suo già vasto bagaglio culturale[2] conoscenze di botanica e di entomologia ottenute in lunghe escursioni sulle colline della Provenza e nello studio presso l'Osservatorio della marina. Solo nel 1814, con Napoleone esiliato all'isola d'Elba, d'Urville compì la sua prima breve navigazione nel Mar Mediterraneo. Nel 1816 sposò Adèle Pepin, figlia di un orologiaio di Tolone manifestamente sgradita alla madre di Jules, che ritenendola indegna per il proprio figlio si rifiutò di incontrarla così come di conoscere, in seguito, i figli nati dal matrimonio.
Il primo viaggio
Tre anni dopo il matrimonio Dumont d'Urville salpò a bordo della Chevrette, comandata dal capitano Gauttier-Duparc, per una campagna di ricognizione idrografica delle isole dell'arcipelago greco. Durante una sosta presso l'isola di Milos, il delegato francese presso l'isola portò all'attenzione di d'Urville una statua di marmo ritrovata pochi giorni prima (l'8 aprile 1820) da un contadino locale. D'Urville riconobbe immediatamente il valore del manufatto e avrebbe voluto acquistarlo, ma il comandante della nave sostenne che a bordo non vi era abbastanza spazio per un oggetto di tali dimensioni; inoltre, la navigazione era destinata a proseguire attraverso mari burrascosi, il che avrebbe potuto danneggiare la statua. D'Urville scrisse allora un rapporto sul ritrovamento che venne inviato all'ambasciatore di Francia a Costantinopoli[3]. La Chevrette arrivò a Costantinopoli il 22 aprile e d'Urville riuscì a convincere l'ambasciatore ad acquistare la statua.Nel frattempo il contadino aveva venduto la statua ad un pope, tale Macario Verghis, che desiderava farne omaggio al turcimanno (interprete) del sultanato di Costantinopoli; l'offerta del segretario dell'ambasciatore fu però così allettante che la statua venne infine ceduta agli emissari francesi. Ne risultarono per d'Urville il titolo di Cavaliere della Legion d'Onore, l'attenzione dell'Accademia delle scienze e la promozione a tenente di vascello e per la Francia una nuova, magnifica statua per il Louvre, la Venere di Milo.[4].
Il viaggio sulla Coquille
Rientrato dal viaggio sulla Chevrette, d'Urville fu destinato al Deposito delle carte militari della marina dove ritrovò il tenente Louis Isidore Duperrey, una sua conoscenza del passato. I due iniziarono a progettare una spedizione di esplorazione nel Pacifico[5], area dalla quale la Francia era stata estromessa durante le guerre napoleoniche e nella quale riteneva di poter riguadagnare la posizione perduta creando alcuni insediamenti nel Nuovo Galles del Sud. Nell'agosto del 1822 la gabarra Coquille salpò quindi da Tolone con l'obiettivo di raccogliere il maggior quantitativo possibile di informazioni, scientifiche ma anche strategiche, sull'area in questione. Comandante della spedizione era stato nominato Duperrey, di quattro anni più anziano di d'Urville, che era invece imbarcato in qualità di primo ufficiale.Nel marzo del 1825 la Coquille, sulla quale aveva viaggiato come medico di bordo e naturalista anche René-Primevère Lesson, riportò in Francia una imponente collezione di animali e di piante raccolti alle Isole Falkland, sulle coste del Cile e del Perù, negli arcipelaghi del Pacifico e in Nuova Zelanda, Nuova Guinea e Australia, insieme a un Dumont d'Urville, ormai 35enne, irrobustito fisicamente. Durante la navigazione sulla Coquille Dumont d'Urville si era caratterizzato come ufficiale competente, piuttosto brusco, poco incline alla socializzazione e con un disinteresse talvolta imbarazzante per il suo aspetto fisico e per i consigli medici e igienici. Al ritorno, con sua grande rabbia, Duperrey ottenne la promozione a capitano di fregata, mentre d'Urville fu promosso solo in un secondo momento, dopo aver attivato tutte le sue migliori relazioni (dopo il che mantenne invariato il rancore nei confronti del collega).
Risultati dei viaggio
Sulla Coquille Dumont d'Urville cercò di conciliare i compiti derivanti dal comando in seconda con l'attività scientifica; oltre ad essere il secondo ufficiale di bordo, infatti, era stato incaricato di effettuare ricerche nei campi della botanica e dell'entomologia.La Coquille riportò in patria oltre 3.000 specie di piante, 400 delle quali all'epoca sconosciute, arricchendo inoltre il Museo di scienze naturali di Parigi di oltre 1.200 esemplari di insetti appartenenti a 1.100 specie diverse (di cui 300 sino allora sconosciute). Gli scienziati Georges Cuvier e François Arago, analizzando i risultati delle sue ricerche, ebbero parole d'elogio per d'Urville.
Il primo viaggio dell'Astrolabe
L'Astrolabe il 6 febbraio 1838Due mesi dopo il rientro della Coquille d'Urville presentò al Ministero della marina un progetto per una nuova spedizione della quale, visti i rapporti ormai deteriorati con Duperrey, aspirava a prendere il comando. La proposta fu accettata e la Coquille, rinominata Astrolabe in onore della nave di Jean-François de La Pérouse, salpò da Tolone nell'aprile del 1826 diretta nell'Oceano Pacifico, per una circumnavigazione del globo che era destinata a durare quasi tre anni.La nuova Astrolabe costeggiò l'Australia meridionale, eseguì nuovi rilievi cartografici dell'Isola del Sud della Nuova Zelanda, raggiunse l'arcipelago di Tonga e delle Figi, eseguì i primi rilievi delle Isole della Lealtà (parte della Nuova Caledonia francese) ed esplorò le coste della Nuova Guinea. Identificò quindi in Vanikoro (una delle Isole Santa Cruz, parte dell'arcipelago delle Salomone) il luogo del naufragio di La Pérouse, raccogliendovi numerosi resti delle sue imbarcazioni. Il viaggio proseguì con il rilievo parziale delle Isole Caroline e delle Molucche. L'Astrolabe fece ritorno a Marsiglia nei primi mesi del 1829 con un imponente carico di carte idrografiche e collezioni di reperti zoologici, botanici e mineralogici, destinate ad avere una forte influenza sull'analisi scientifica di quelle regioni.[6]
Ma l'Astrolabe riportava in Francia anche un capitano la cui salute era ormai minata da anni di cattiva alimentazione; accusava infatti problemi di stomaco e problemi renali, e soffriva inoltre di intensi attacchi di gotta. Nei primi tredici anni di matrimonio, metà dei quali trascorsi l'uno lontano dall'altra, Adéle e Jules ebbero due figli. Il primo morì in tenera età mentre il padre era a bordo della Coquille e il secondo, chiamato anch'egli Jules, al ritorno del padre aveva quattro anni.
Dumont d'Urville trascorse un breve periodo in famiglia e quindi si recò a Parigi, dove venne promosso capitano di vascello e fu incaricato della redazione del resoconto del viaggio. I cinque volumi furono pubblicati, a spese del governo francese, tra il 1832 e il 1834. In questi anni d'Urville, personaggio già di per sé poco diplomatico, i cui problemi di gotta avevano accentuato i tratti caratteriali irascibili e rancorosi, riuscì a alienarsi le simpatie delle alte gerarchie della marina. Nel suo resoconto criticò con prosa incendiaria le strutture militari, i colleghi, l'Accademia delle scienze e persino la Corona – nessuno dei quali, a suo parere, aveva tributato al viaggio dell'Astrolabe il dovuto riconoscimento –.
Nel 1835 d'Urville ritornò a Tolone assegnato ad attività "a terra" trascorrendovi i successivi due anni, segnati da eventi luttuosi (la perdita di una figlia a causa del colera) ovvero lieti (la nascita di un altro figlio, Émile) ma con il pensiero costante, quasi ossessivo, di un terzo viaggio nel Pacifico analogo a quello di James Cook. Rivedendo gli appunti del viaggio dell'Astrolabe, si rese conto di una serie di lacune nell'esplorazione dell'Oceania e nel gennaio del 1837 scrisse al Ministero della marina suggerendo l'opportunità di un nuovo viaggio nel Pacifico.
Il secondo viaggio dell'Astrolabe
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La rotta percorsa da d'Urville tra il 1837 e il 1840
Le premesse
Il sovrano francese approvò il piano, ma vi aggiunse l'ordine di puntare verso il Polo Sud magnetico tentandone la conquista; se ciò non fosse stato possibile, alla spedizione di d'Urville si chiedeva di raggiungere una latitudine più meridionale dei 74°34' S rivendicati nel 1823 dall'esploratore britannico Weddell. In questo modo la Francia si inseriva nella competizione internazionale per l'esplorazione polare, che vedeva sia gli Stati Uniti che il Regno Unito impegnati nella preparazione di spedizioni analoghe.[7]D'Urville fu inizialmente spiazzato dalle modifiche apportate alla sua proposta; il suo interesse per i viaggi polari era infatti scarso: preferiva piuttosto le rotte tropicali. Ma ben presto la vanità prese il sopravvento e la possibilità di raggiungere un obiettivo così prestigioso lo allettò.[8] Le due navi Astrolabe e Zélée, quest'ultima comandata da Charles Hector Jacquinot, furono approntate a Tolone. Nel corso dei preparativi d'Urville si recò anche a Londra per acquistare documentazione e strumentazione, incontrandovi l'oceanografo dell'Ammiragliato Francis Beaufort e il presidente della Royal Geographical Society John Washington, entrambi forti sostenitori della spedizione britannica verso il Polo Sud.[9]
Antartide, primi contatti
L'Astrolabe e la Zélée salparono da Tolone il 7 settembre 1837, con tre settimane di ritardo rispetto ai piani di d'Urville. La rotta prevedeva come primo obiettivo il raggiungimento del punto più meridionale possibile all'interno di quello che ora si chiama Mare di Weddell; in seguito l'attraversamento dello stretto di Magellano; il costeggiamento del Cile per dirigersi in Oceania con l'obiettivo di ispezionare le nuove colonie britanniche nell'Australia occidentale; una tappa a Hobart; e poi la Nuova Zelanda, dove cercare nuovi obiettivi per le baleniere francesi e individuare luoghi in cui insediare una colonia penale. Dopo l'attraversamento delle Indie orientali, la missione avrebbe dovuto doppiare il Capo di Buona Speranza e fare ritorno in Francia.La prima tappa del viaggio fu Tenerife, dove alcuni membri dell'equipaggio, in stato di ubriachezza, furono coinvolti in una rissa e arrestati. Seguì una breve sosta a Rio de Janeiro con lo scopo di sbarcare un ufficiale malato. Durante la prima fase della navigazione vi furono anche problemi di vettovagliamento (carne in scatola avariata) che però non ebbero conseguenze sulla salute dell'equipaggio. Alla fine di novembre le navi giunsero allo stretto di Magellano; d'Urville ritenne di avere tempo a sufficienza ed esplorò lo stretto per tre settimane, esprimendo nei suoi diari di bordo approvazione per la precisione delle mappe tracciate qualche anno prima da Philip Parker King, prima di dirigersi nuovamente verso sud.
Due settimane dopo fu avvistato il primo iceberg e il 1° gennaio 1838 l'Astrolabe e la Zélée si ritrovarono a navigare in un intrico di ghiacci; quella stessa notte la banchisa impedì alle navi di proseguire verso sud. Nei due mesi successivi d'Urville condusse una sorta di offensiva a oltranza contro i ghiacci per cercare un passaggio che gli consentisse di raggiungere una latitudine più avanzata. Le navi rimasero per un breve periodo ancorate in un bacino libero dai ghiacci ma in breve ne vennero di nuovo imprigionate, dopo un cambio di vento. Per aprire un corridoio nello strato di ghiaccio e liberarle furono necessari 5 giorni di lavori incessanti.
Dopo una puntata alle Isole Orcadi Meridionali la spedizione si diresse vero le Isole Shetland Meridionali e lo stretto di Bransfield. Nonostante la nebbia vennero individuate alcune terre solo abbozzate sulle mappe, che d'Urville battezzò Terra di Luigi Filippo (oggi Terra di Graham), Isole di Joinville e Isola di Rosamel (ora anche Isola Andersson).[10] Le condizioni a bordo erano però in rapido deterioramento: gran parte dell'equipaggio aveva evidenti sintomi di scorbuto e i ponti di coperta, invasi dal fumo delle stufe e dai cattivi odori, divennero luoghi invivibili. Alla fine di febbraio del 1838 d'Urville si arrese all'evidenza di non poter proseguire verso sud, pur non riuscendo a fugare i suoi dubbi sull'effettiva latitudine raggiunta da Weddell. Diresse quindi le due navi verso Talcahuano, in Cile, dove venne installato un ospedale provvisorio per i membri dell'equipaggio colpiti dallo scorbuto.[11]
Il Pacifico
Il frontespizio del Voyage au pôle Sud et dans l'OcéanieNei successivi mesi di navigazione nel Pacifico vi furono scali su alcune isole della Polinesia. Giunti alle Marchesi, gli equipaggi ebbero modo di "socializzare" con le indigene; d'Urville, sempre ligio a una condotta morale irreprensibile, nei suoi resoconti si limitò a descrivere sommariamente alcuni espisodi avvenuti durante il soggiorno a Nuku Hiva. Durante la navigazione dalle Indie orientali alla Tasmania vi furono diverse perdite nell'equipaggio, dovute a febbri tropicali e dissenteria (14 uomini e 3 ufficiali); per d'Urville il momento peggiore nel corso della spedizione fu però a Valparaiso, dove fu raggiunto da una lettera della moglie che gli comunicava la morte per colera del secondo figlio. All'accorata richiesta di Adéle di un suo pronto rientro a casa si aggiungevano inoltre le cattive condizioni di salute personali: d'Urville era sempre più spesso colpito da attacchi di gotta e di dolori di stomaco. Il 12 dicembre 1839 le due corvette approdarono a Hobart, dove furono ricoverati i malati e gli agonizzanti. D'Urville venne ricevuto da John Franklin, governatore della Tasmania ed esploratore artico, dal quale apprese che le navi della spedizione americana guidata da Charles Wilkes erano ancorate a Sydney in attesa di salpare verso sud.Vista la consistenza ridotta degli equipaggi, decimati dai malanni, d'Urville espresse l'intenzione di partire alla volta dell'Antartico con la sola Astrolabe, per un secondo tentativo di raggiungere il Polo Sud magnetico intorno alla longitudine 140° E. Un'accorata esortazione del capitano Jacquinot e l'arruolamento di un certo numero di rimpiazzi (per lo più disertori dalle baleniere francesi ancorate a Hobart) lo convinsero però a rivedere le sue intenzioni; l'Astrolabe e la Zelée lasciarono entrambe Hobart il 1 gennaio 1840. Il piano di d'Urville era molto semplice: dirigersi verso sud, condizioni del vento permettendo...
Verso sud
I primi giorni di navigazione furono caratterizzati da venti meridionali e da una forte corrente da ovest; a bordo vi fu una recrudescenza di malanni e la perdita di un uomo. Attraversato il 50° parallelo, furono registrati abbassamenti improvvisi della temperatura esterna e dell'acqua. Dopo aver passato la Convergenza antartica, il 16 gennaio, a 60° S fu avvistato il primo iceberg e due giorni dopo le navi si trovarono a navigare in mezzo a enormi masse di ghiacci. Il 19 gennaio, con festeggiamenti analoghi a quelli usuali nell'attraversamento dell'Equatore, fu attraversato il Circolo polare Antartico e quello stesso pomeriggio fu avvistata terra.Le due navi proseguirono lentamente la navigazione verso occidente, costeggiando pareti di ghiaccio, e nel pomeriggio del 21 gennaio alcuni membri dell'equipaggio sbarcarono su un'isola rocciosa issandovi il tricolore francese.[12] D'Urville battezzò l'isola Pointe Géologie e la terra antistante Terre Adélie (Terra Adelia).[13]
Nei giorni seguenti la spedizione seguì quella che si presumeva essere la costa, avvistando anche lo schooner statunitense Porpoise (appartenente alla spedizione United States Exploring Expedition comandata da Charles Wilkes), che però fece una manovra evasiva e sparì nella nebbia; il 1° febbraio d'Urville decise di tornare verso nord dirigendosi a Hobart dove le due navi giunsero 17 giorni dopo e dove, a breve, era atteso l'arrivo delle due navi di James Ross diretto in Antartide.
Il 25 febbraio le golette salparono nuovamente verso le isole Auckland, dove effettuarono misurazioni magnetiche e lasciarono, come già aveva fatto il comandante della Porpoise, una targa commemorativa del loro soggiorno nella quale annunciarono la scoperta del polo sud australe.[14] Il viaggio di ritorno li condusse in Nuova Zelanda, attraverso lo stretto di Torres, a Timor, alla Reunion, all'Isola di Sant'Elena e quindi a Tolone – ponendo fine, il 6 novembre 1840, all'ultima spedizione francese effettuata a vela –.
Contrammiraglio
Al suo ritorno Dumont d'Urville fu promosso contrammiraglio e venne insignito della medaglia d'oro della Societé de géographie, della quale sarebbe in seguito divenuto presidente. Iniziò quindi a occuparsi della redazione del resoconto del viaggio, Voyage au pôle Sud et dans l'Océanie sur les corvettes l'Astrolabe et la Zélée 1837-1840, che sarebbe stato pubblicato tra il 1841 e il 1854 in 24 volumi, più 7 volumi di illustrazioni e mappe.L'8 maggio del 1842 d'Urville decise di recarsi in treno a Versailles, con i suoi familiari, per vedere i giochi d'acqua messi in funzione in occasione della festa del sovrano. All'altezza di Meudon il locomotore di testa deragliò, i vagoni si accartocciarono e il carico di carbone del locomotore di coda finì sulla parte anteriore del treno, incendiandosi. L'intera famiglia perì nel rogo del primo disastro ferroviario francese.
Le spoglie di Dumont d'Urville, che dopo l'incidente furono riconosciute da Dumontier, medico di bordo dell'Astrolabe e frenologo, riposano ora nel cimitero di Montparnasse a Parigi.
Luoghi e piante
Più tardi, onorando la sua qualità di cartografo, alcuni toponimi geografici presero il suo nome:
In Antartide:
Mare Dumont d'Urville (65°00?S 140°00?E? / -65, 140, la parte dell'Oceano Antartico che costeggia la Terre Adélie e le sue adiacenze a est)
Isola d'Urville (63°05?S 56°25?W? / -63.083, -56.417, la più settentrionale dell'Arcipelago di Joinville)
Monte d'Urville (63°31?S 58°11?W? / -63.517, -58.183, altezza 1.085 m, sulla costa nordoccidentale della penisola Luigi Filippo)
Monumento d'Urville (63°25?S 56°18?W? / -63.417, -56.3, altezza 576 m, all'estremità sudoccidentale dell'isola Joinville)
Muro d'Urville (75°16?S 162°13?E? / -75.267, 162.217, altezza 720 m, a N del ghiacciaio David, nella catena Prince Albert in Terra della regina Victoria)
Altrove:
Capo d'Urville (Irian Jaya, Indonesia)
Isola d'Urville (Nuova Zelanda).
Il suo nome fu dato anche alla base scientifica francese Dumont d'Urville, situata sulla costa antartica sul versante australiano (66°40?00?S 140°00?46?E? / -66.66667, 140.01278).Vi sono inoltre alcune piante a lui intitolate:
La famiglia delle Durvilleaceae, alghe brune dell'Antartico e, all'interno di questa famiglia la Durvillaea antarctica
Il genere Urvillea della famiglia delle SapindaceaeOpere
Enumeratio plantarum quas in insulis Archipelagi aut littoribus Ponti-Euxini, annis 1819 et 1820, Parigi: Causette, 1822
Enlèvement de Vénus Dumont d'Urville – Marie-Louis-Augustin Demartin du Tyrac, comte de Marcellus, et Olivier Voutier (riedito nel 1994)
Flore des îles Malouines, Parigi: Impr. de Lebel, 1825
Voyage de l'Astrolabe (Parigi, 1830, 6 volumi in 8° sulla zoologia + 2 volumi in folio con mappe)
Atlas hydrographique de l'Astrolabe (Parigi, 1833, in folio)
Voyage pittoresque autour du monde (Parigi, 1834, due volumi di testi e un volume di disegni, in 8°)
Voyage au pôle Sud et dans l'Océanie sur les corvettes l'Astrolabe et la Zélée 1837-1840, (Parigi, 1841-1854, 24 volumi in 8° e 7 atlanti in folio)
D'Urville pubblicò inoltre numerosi articoli su giornali e riviste scientifiche dell'epoca.Altri testi legati alle spedizioni
Joseph Sereau, Journal de bord de Joseph Seureau, quartier-maître de la Zélée, 1837-1840 Publisud, Château-Gontier, 1995
Note
^ Con sollievo della madre, che disapprovava l'idea del figlio di far parte di un'istituzione laica caratterizzata da "..maîtres athées, la promiscuité des condisciples venus de tous les milieux, la contagion des idées philosophiques et révolutionnaires... [maestri atei, promiscuità dei condiscepoli provenienti da ambienti di ogni tipo, contagio delle idee filosofiche e rivoluzionarie...]" (dal testo di Guillon citato in bibliografia)
^ D'Urville all'epoca, oltre a conoscere il latino e il greco, parlava correntemente l'inglese, il tedesco, l'italiano, il russo, il cinese e l'ebraico. Durante le sue navigazioni nel Pacifico, grazie alla sua memoria prodigiosa, acquisì conoscenze di un vasto numero di dialetti della Polinesia e della Melanesia.
^ ... je fus le premier à en remettre une description détaillée à M. le marquis de Rivière, à Costantinople. Grâce à son empressement, à son amour pour les beaux arts et aux efforts de M. de Marcellus, la France n'a pas eu le regret de voir passer en mains étrangères ce précieux reste d'antiquité... [...fui il primo a fornirne una descrizione dettagliata al signor marchese di Rivière, a Costantinopoli. Grazie alla sua sollecitudine, al suo amore per le belle arti e agli sforzi del signor de Marcellus, la Francia ha potuto evitare il rimpianto di veder passare in mani straniere questo prezioso resto dell'antichità]. Notice sur les galleries souterraines de l'île de Mélos, par J. D'Urville, in Nouvelles annales des voyages, de la géographie et de l'histoire, tomo XXVII. Parigi: Gide, 1825.
^ Il ritrovamento della statua non fu pertanto opera di d'Urville. L'ambasciatore di Francia a Costantinopoli aveva peraltro già ricevuto altri rapporti sull'esistenza della statua, ritrovata l'8 aprile del 1820 e segnalata qualche giorno dopo al console francese di Smirne dal comandante della nave Estafette in rada nell'isola.
^ Anni prima d'Urville si era candidato invano per far parte della spedizione della nave Uranie al comando di Louis de Freycinet; il rifiuto della candidatura divenne per d'Urville un fatto personale, tanto che in seguito cercò di minimizzare il valore dei risultati della spedizione dell'Uranie.
^ La tradizionale divisione degli arcipelaghi dell'Oceania in Melanesia, Micronesia e Polinesia, oltre alla Malesia, si deve ai lavori di d'Urville.
^ Per i britannici ci si riferisce alla prima spedizione antartica di James Clark Ross e Francis Crozier del 1839; la travagliata spedizione statunitense, partita nel 1838, era invece affidata a Charles Wilkes dopo la conquista del Polo Nord magnetico da parte di Ross.
^ All'epoca l'esplorazione polare aveva i caratteri di prestigio e di affermazione per i singoli Stati che in tempi più recenti ha raccolto l'esplorazione spaziale.
^ Nel corso del suo soggiorno a Londra d'Urville espresse i dubbi che nutriva da tempo sulla attendibilità delle affermazioni di Weddell in merito alla effettiva latitudine da lui raggiunta, provocando reazioni indignate nei suoi interlocutori.
^ Luigi Filippo era il sovrano francese; Francesco d'Orleans, principe di Joinville, era il fratello del re; il vice ammiraglio Claude du Campe de Rosamel era il ministro della marina francese.
^ In quel momento si riscontravano 38 casi sulla Zélée e 20 sull'Astrolabe
^ J'envoyai aussitôt un de nos matelots déployer un drapeau tricolore sur ces terres qu'aucune créature humaine n'avait vues ni foulées avant nous [Mandai subito uno dei nostri marinai a dispiegare una bandiera tricolore su queste terre che nessuna creatura umana aveva visto né calpestato prima di noi] (dal diario di Joseph Dubouzet, ufficiale della Zélée)
^ Alors, j'annonçais aux officiers rassemblés en présence de l'équipage que cette terre porterait désormais le nom de terre Adélie. Cette désignation est destinée à perpétuer le souvenir de ma profonde reconnaissance pour la compagne dévouée qui a su par trois fois consentir à une séparation longue et douloureuse, pour me permettre d'accomplir mes projets d'explorations lointaines. [Allora, annunciai agli ufficiali riuniti al cospetto dell'equipaggio che questa terra avrebbe d'ora in avanti portato il nome di Terra Adelia. Questa denominazione mira a perpetuare il ricordo della mia profonda riconoscenza per la compagna devota che per tre volte ha saputo acconsentire ad una separazione lunga e dolorosa, per permettermi di compiere i miei progetti di esplorazioni lontane.]
^ La targa recitava, tra l'altro: "Du 19 Janvier au 1 Février, 1840, découverte de la Terre Adélie et détermination du pole magnétique Austral! [Dal 19 gennaio al 1 febbraio 1840, scoperta della Terra Adelia e determinazione del polo magnetico australe]"Bibliografia
Jacques Guillon, Dumont d'Urville, (in francese) Parigi, France-Empire, 1986.
Alan Gurney, The race to the white continent, (in inglese) New York, W.W. Norton & Company, 2000. ISBN 0393323218
René-PrimevèreAlan Lesson, Notice historique sur l'amiral Dumont d'Urville, (in francese) Rochefort, Imprimerie de Henry Loustau, 1845.
Camille Vergniol, Dumont d'Urville. La grande légende de la mer, (in francese) , 1930.
Cronologia Ornitologica
by Alberto Masi
Dumont d'Urville, Jules Sébastien César
(1790 - 1842)
Explorer, cartographer, botanist, linguist, writerJules Sébastien César Dumont d'Urville was born on 23 May 1790 at Condé sur Noireau, Normandy, France. He was the son of Gabriel Charles François Dumont d'Urville, a civil and criminal judge and heir to vast estates, and his wife, Jeanne Françoise Julie Victoire de Croisilles, who belonged to one of the oldest families of French nobility. During the French revolution, about 1793, the family were forced to leave their home. After a period of travel, in 1795 they settled in a secluded property at Caen, on the banks of the River Orne, where two years later Gabriel Dumont d'Urville died. Jules was the eighth child in the family but by this time his two elder brothers had died, leaving him the only surviving son.
A delicate child, Jules did not have any formal education in his early years. In 1798 his uncle, Father Jean Jacques François de Croisilles, became his tutor, and was responsible for his education until he entered the Lycée Malherbe at Caen on a scholarship at the age of 14. In November 1807, at the age of 17, Jules presented himself as a candidate for the navy and entered with the temporary rank of midshipman. In 1812 he was promoted to ensign. On 1 May 1815 at Toulon he married Adèle Dorothée Pepin, the daughter of a watchmaker. There were at least four children of the marriage, but none survived to adulthood.
During the early part of his career in the navy Dumont d'Urville developed his interest in linguistics and botany. In 1820 he was sent on a voyage to the eastern Mediterranean and in 1822 published privately Enumeratio plantarum , a study written in Latin of the botanical specimens he had collected there. By the time this work appeared, Dumont d'Urville was a member of the Linnean Society. While travelling in the Mediterranean, he was also responsible for securing the statue of Venus de Milo for France. On 1 May 1821 he was made Chevalier de la Légion d'honneur and on 15 August 1821 he was promoted lieutenant.
In 1822 Dumont d'Urville set off on the first of his voyages of scientific discovery. On 11 August the Coquille sailed from Toulon with Louis Isidore Duperrey as commander and Dumont d'Urville as second in command. With the assistance of René Primevère Lesson, Dumont d'Urville had specific responsibility for botanical investigations on the expedition. He also undertook entomological studies. During this voyage, which lasted 31 months, the Coquille sailed 73,000 miles and crossed the equator six times. Various islands were discovered and named, part of the coast of New Guinea was charted, and vast quantities of specimens of all kinds were collected. Dumont d'Urville visited New Zealand for the first time when the Coquille anchored in the Bay of Islands from 3 to 17 April 1824. While at the Bay of Islands, the French had contact with Maori and heard their version of the death of Marc Joseph Marion du Fresne. The voyage returned to Toulon on 24 March 1825.
On 25 April 1826 Dumont d'Urville, who had been promoted to the rank of commander, sailed from Toulon on another voyage which was again to take him to New Zealand. His ship, the Coquille , was now renamed the Astrolabe. Although the main purpose of this voyage was to explore islands in the South Pacific and undertake scientific investigations, Dumont d'Urville was also instructed by the admiralty to visit the regions where it seemed likely that the ships commanded by the comte de La Pérouse had vanished in 1788. Relics were found at Vanikoro, on 27 February 1828. New Zealand was sighted in January 1827 and Dumont d'Urville spent almost three months exploring and charting the northern shores of the South Island and the east coast of the North Island to North Cape. Important botanical and entomological investigations were carried out by Dumont d'Urville, Jean René Constant Quay, Joseph Paul Gaimard and Pierre Adolphe Lesson. The Astrolabe arrived back at Marseilles on 25 March 1829 where the precious cargo of specimens was unloaded before the ship continued to Toulon.
On the completion of this voyage Dumont d'Urville expressed some regret that the efforts of his officers and men were not sufficiently recognised. However, on 8 August 1829 Charles X signed an act promoting Dumont d'Urville to the rank of post captain and on 17 August l'Académie Royale des Sciences de l'Institut received with warm approval his official report of the expedition.
Dumont d'Urville was commanded by the King to publish an account of the voyage of the Astrolabe ; comprising twelve volumes and five albums, it was completed by May 1835. Two volumes of a five volume text written by Dumont d'Urville deal almost entirely with New Zealand and include a journal narrative of the visit, with a lengthy section on Maori life, customs and language. He was also responsible for a volume of charts and maps, and another volume, Philologie , reflects his interest in linguistics. At the same time, using the device of a fictional voyager, Dumont d'Urville published privately in 1834--35 a popular, two volume work, Voyage pittoresque autour du monde. He wove into the narrative extracts from the voyages of other navigators.
On 7 September 1837 Dumont d'Urville left Toulon on his third voyage to the southern oceans. He wished to make the voyage in order to pursue ethnographic and linguistic studies and planned an extensive exploration of the Pacific and polar regions. He had two ships, the Astrolabe , which he commanded, and the Zélée , which was under the command of Captain Charles-Hector Jacquinot. In 1840 he visited New Zealand for the third time, from March until May, approaching from the Auckland Islands and sailing up the east coast of both South and North Islands. Some days were spent in Akaroa Harbour. During this visit Dumont d'Urville charted the coastline, met with Maori and European, and commented on the recent British annexation of New Zealand.
On his return to France Dumont d'Urville was promoted to the rank of rear admiral in December 1840 and was awarded the gold medal of the Société de Géographie, of which he was a foundation member. Again he received a royal command from King Louis-Philippe to publish an account of the voyage. He wrote the first three volumes of Voyage au pôle sud et dans l'Océanie and had completed the first three chapters of the fourth volume when he died with his wife and only surviving son in a railway accident between Bellevue and Meudon on 8 May 1842.
Dumont d'Urville achieved recognition in several fields during his lifetime. He was acknowledged as one of France's foremost authorities in geographical discovery. His were the first major charts of New Zealand after those of James Cook. A highly skilled navigator, he showed a marked talent for handling the men under his command, although he had a somewhat austere and proud manner. He was extremely knowledgeable about linguistics and later classified and amplified the copious notes he had made on the languages of the Pacific, including New Zealand. His reports on the voyages contain passages of great descriptive beauty, and he soon acquired a reputation as a writer of distinction.
As a botanist and cartographer Dumont d'Urville left his mark on New Zealand. He gave his name to the genus of seaweeds Durvillaea , which includes the giant bull-kelp; the seaweed Grateloupia urvilleana ; the species of grass tree Dracophyllum urvilleanum ; the shrub Hebe urvilleana and the buttercup Ranunculus urvilleanus. D'Urville Island was named in his honour by his officers and D'Urville River in Nelson was later named after him by Julius von Haast. Dumont d'Urville himself named Adele and Pepin islands and Adélie Land in Antarctica for his wife, and Croisilles Harbour for his mother's family.
MARGARET J. A. SIMPSON
Dumont d'Urville, J. S. C. New Zealand, 1826--1827. Trans. O. Wright. [Wellington, 1950]
Dumont d'Urville, J. S. C. Voyage de la corvette L'Astrolabe : histoire du voyage. 5 vols. Paris, 1830--33
Dumont d'Urville, J. S. C. The voyage of the Astrolabe , 1840. Trans. O. Wright. Wellington, 1955
Dunmore, J. French explorers in the Pacific. Vol. 2, The nineteenth century. Oxford, 1969
Lesson, R. P. Notice historique sur l'amiral Dumont d'Urville. Rochefort, 1846
Ross, J. O'C. This stern coast. Wellington, 1969
Cronologia Ornitologica
by Alberto Masi