I RITROVAMENTI FOSSILI
 
I resti fossili dei pesci si trovano esclusivamente nella Formazione Miocenica del Monte Titano. Questi rappresentano per lo più i denti, in quanto sono le parti più resistenti del corpo dei vertebrati ed è quindi naturale che si conservino allo stato fossile più frequentemente delle ossa. In certi sedimenti è più facile trovare denti piuttosto che l’interno scheletro. Per lo più sono denti di pescecani e squali, a dimostrazione dell’abbondanza di tali specie nei mari del terziario. Restano comunque gli invertebrati i fossili più importanti.
 
L’unico ritrovamento fossile di una certa importanza è la balenottera. Quest’ultima fu tale che l’Aulocetus rappresenta in toto la paleontologia sammarinese. Il fossile se fosse stato estratto nella sua totalità, avrebbe costretto l’impresa alla chiusura temporanea della cava, cosa impossibile in quanto la pietra serviva per costruire il Palazzo del Governo. Per cui molto materiale è stato distrutto non permettendo la completa ricostruzione dello scheletro del fossile.
 
La cosa si è venuta a sapere a Bologna al locale museo, invogliando il paleontologo Cappellini a salire sul Titano per seguire i lavori di recupero. Lo scienziato ha pensato bene di comprarsi il reparto dallo stesso proprietario della cava e portarselo al museo della città Felsinea. Ecco perché l’Aulocetus sammarinesis presso il nostro museo è rappresentato da un calco di gesso.Il ritrovamento fu di una grande importanza scientifica stratigrafica in quanto ha permesso la dotazione dell’orizzonte di ritrovamento poiché mai Misticeti erano stati ritrovati a livelli inferiori. I resti altro non sono che il cranio, la mandibola e qualche vertebra.
 
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Il territorio di San Marino
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