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| La Sezione di Scienze della Terra--
comprende strutture espositive dedicate alla Mineralogia, alla Geologia ed alla Paleontologia: queste ultime mostrano in particolare tutte le formazioni geologiche e i reperti fossili rinvenuti in territorio sammarinese fra cui il calco del cranio della balenottera *-Aulocetus sammarinensis con alcune parti originali e la ricostruzione delle mascelle dello squalo-Carcharocles megalodon i cui denti fossili sono stati trovati nella roccia calcarea di San Marino. - La storia geologica di San Marino è legata ad un particolare
fenomeno
geodinamico chiamato Coltre della Val Marecchia,
che contraddistingue la fascia di Appennino compresa tra i fiumi Savio
e Conca.
-Unità Alloctone Liguri
-Unità Alloctone Epiliguri
-Unità autoctone -Successione Umbro
Marchigiano Romagnola
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- Il paleoambiente - Era un mare caldo, situato all’incirca dove oggi si trova il Mar Tirreno che allora non esisteva, come non esisteva l’assetto geografico attuale. Era inizialmente poco profondo, con acque chiare e ben ossigenate e corrispondeva ad una piattaforma carbonatica senza però arrivare allo sviluppo di una vera e propria scogliera. In seguito si determinò un progressivo approfondimento con un conseguente cambiamento nella litologia e nella natura dei depositi. Questo antico ambiente era probabilmente simile agli attuali mari sub-tropicali in cui gli organismi viventi facevano parte di un ricco e complesso ecosistema. Sui fondali sabbiosi viveva una grande varietà di invertebrati: celenterati, vermi, molluschi, crostacei, briozoi ed echinodermi. Nelle acque nuotavano pesci di ogni genere e cetacei; all’apice della catena alimentare c’erano gli squali, animali molto antichi che abitano i mari da diverse centinaia di milioni di anni senza aver dovuto modificare la loro natura in maniera sostanziale. Resti di squali, dei quali si conservano e si fossilizzano solamente i denti, sono stati abbondantemente ritrovati nelle rocce del Monte Titano.
Il ritrovamento dei resti fossili della balenottera, vissuta nel periodo
miocenico circa 15 milioni di anni fa, comprendenti il cranio, le emimandibole,
alcune vertebre e frammenti di coste, è avvenuto nel 1897 durante
i lavori di scavo presso una cava di pietra della Formazione di San Marino
in prossimità della vetta del Monte Titano (attuale Piazzale Cava
Antica). Il fossile, di particolare valore scientifico, ha immediatamente
suscitato l’interesse di molti studiosi e paleontologi fra cui l’ illustre
prof. Giovanni Capellini, che acquistò gran parte dei massi contenenti
le ossa per studiarle ed esporle presso il Museo di Paleontologia e Geologia
G. Capellini di Bologna, dove tuttora si trovano.
Su tutte le varietà di squali dominava in assoluto il Carcharocles
megalodon, lo squalo più grande mai esistito e con tutta probabilità
anche il maggior predatore che sia mai vissuto sulla faccia della Terra.
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La formazione del Monte Titano I ritrovamenti fossili |
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O
Aulocetus sammarinensis
il cranio della balenottera ritrovata a San Marino nel 1897
e l’originale della mandibola e di una vertebra
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sembra che l'Aulocetus sammarinensis fosse simile alla odierna
Balenottera minore-
Balaenoptera acutorostrata Lacépède, 1804
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Phylum: Chordata Subphylum: Vertebrata Class: Mammalia Order: Cetacea Suborder: Mysticeti Family: Balaenopteridae Genus: Balaenoptera Species: acutorostrata |
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Lunghezza: Maschio: 6.7 - 9.8 m Lunghezza: Femmina: 7.3 - 10.7 m Peso: 8-13 Tonnes |
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