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La formazione del monte Titano
     prof. Verter Casali
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La massa rocciosa del monte Titano sorge improvvisa in mezzo alle colline circostanti rendendosi per questo ben visibile anche da molta distanza. E' senza dubbio una stranezza per il panorama in cui è collocata: infatti si presenta quasi come una scheggia appuntita fuori posto, perchè attorno non ha picchi simili ed è tutto piuttosto pianeggiante. 

Proprio per questo suo aspetto particolare sono sorte nel tempo le più differenti ipotesi sulle sue origini:

    Una teoria, oggi considerata erronea, che a lungo ha comunque fornito una spiegazione accettata da molti, è stata quella secondo cui il monte Titano sarebbe stato trasportato nel corso dei secoli nella sua sede attuale da qualche zona delle Alpi grazie alla lenta spinta di un ghiacciaio dell'era quaternaria. Nella zona dove è collocato il monte, però, oggi si dà per certo che non siano mai arrivati ghiacciai, per cui questa teoria è venuta gradualmente a spegnersi. 

    Un'altra ipotesi formulata nei tempi passati è stata quella che considerava il Titano come una sorta di atollo formato da depositi madreporici; ma anche questa spiegazione venne ben presto abbandonata perchè indimostrabile. 

    Oggi si segue un'altra teoria geologica ancora, ben più verosimile di quelle elaborate in passato, soprattutto perché è in grado di spiegare non solo i misteri preistorici della massa rocciosa del Titano, ma anche quelli di altri monti che gli sorgono attorno, come quello su cui sorge San Leo, o il Fumaiolo, o il monte della Verna, tutti speroni rocciosi che in epoche remotissime hanno quasi certamente subito lo stesso destino e fatto lo stesso viaggio del Titano. 

In sintesi questa teoria sostiene che la zona del monte Titano venne formandosi e consolidandosi durante le ultime fasi di assestamento che sconvolsero la Terra nell'Era Terziaria, cioè nell'ultima era geologica prima dell'attuale in cui è apparso l'uomo. In quel remotissimo periodo, tanto lontano da noi da non poter essere datato nemmeno con buona precisione, tutta la zona su cui ora sorge il Titano era sommersa dall'acqua marina. La Terra era scossa da costanti e violentissimi movimenti sismici, e venivano formandosi i corrugamenti montuosi che oggi noi vediamo un po' ovunque in Italia. 

Il monte Titano era una semplice particella di questa massa rocciosa grandiosa che si alzava ed abbassava sui fondali marini per colpa dei moti tellurici, una particella che ad un certo punto si staccò dalla massa iniziale di cui faceva parte insieme ad altre particelle, che diedero successivamente origine ai monti del suo circondario. In seguito iniziò a muoversi dalla sua sede iniziale, forse situata nell'attuale Italia nord - occidentale, tra Liguria e Toscana, scivolando lentamente verso oriente, lungo una sorta di profonda conca naturale, sempre posta sotto il mare, che all'epoca probabilmente attraversava l'Italia centrale. 

Nel 1897 si ebbe una conferma di questa ipotesi, o almeno fu chiaro che in tempi remotissimi il territorio sammarinese era sommerso dall’acqua marina: venne infatti ritrovato lo scheletro fossilizzato del famoso "AulocetusSammarinensis", una balenottera di età miocenica scoperta in una cava di pietra posta quasi sulla cima del Titano, a 600 metri di altitudine s.l.m. 

Con un minimo di ricerca, comunque, anche oggi è facile individuare e trovare fossili in zone elevate del territorio sammarinese, per cui è fuor di dubbio ormai che il monte Titano venne formandosi sotto il mare nel remoto passato, approssimativamente tra i quindici ed i venti milioni di anni fa, emergendo in seguito quando le acque vennero gradualmente a ritirarsi. 

Senza dubbio il monte Titano doveva avere una fisionomia molto più tozza e meno appuntita di quella odierna nei primi tempi della sua comparsa sulla terra ferma. Solo nei secoli infatti, per opera della costante azione degli agenti atmosferici, arrivò ad assumere il suo caratteristico aspetto tricuspidale che conosciamo noi. 



a cura del prof. Verter Casali
dal sito web Schede di Storia Sammarinese