-C'ERA UNA VOLTA…

La storia degli uccelli migratori è quella di una promessa: la promessa di tornare.
Se intraprendono dei viaggi, spesso di svariate migliaia di chilometri, pieni di pericoli, superano le più alte montagne, le distese oceaniche, i deserti infuocati, affrontano le intemperie; tutto questo per soddisfare la stessa unica necessità: sopravvivere.
Il loro migrare è una lotta per la vita.
A primavera nell'emisfero nord, prendono il volo verso le terre artiche, per gli stessi luoghi in cui sono nati. Per una misteriosa legge della natura, è solo in questi vasti spazi che si riprodurranno.
Alcuni volano senza posa, notte e giorno. Altri, sosta dopo sosta, raggiungeranno la loro lontana destinazione, la loro terra promessa solo quando saranno allo stremo delle forze.
Per andare da una latitudine all'altra, usano i riferimenti astronomici: il sole e le stelle. Sono tanto sensibili ai campi magnetici quanto l'ago di una bussola.
Gli uccelli migratori arrivano da tutti i continenti, raggiungono le terre artiche e si disperdono: contrade inospitali per l'uomo, sono per essi terra d'abbondanza.
Presto nascono i piccoli che devono imparare rapidamente a volare e prepararsi per la grande prova, la loro prima migrazione.
L'estate artica sarà breve.
Le vaste distese saranno presto attanagliate dal freddo e sommerse dalla notte polare. È il momento delle grandi partenze per la migrazione autunnale.
I piccoli hanno appena avuto il tempo di emanciparsi, che ecco, devono già - anche loro - e a volte senza genitori, lanciarsi su sentieri invisibili, sulla rotta dei tropici.
Per quale mistero riescono a raggiungere un luogo preciso, distante migliaia e migliaia di chilometri senza avere mai e poi mai affrontato prima questo viaggio? Nell'emisfero sud, le stagioni si invertono. Altre specie solcano i cieli.
Nessun continente può frenare la forza dei mari australi. Le isole battute dal vento sono il rifugio degli uccelli marini per la loro nidificazione. Alcuni non toccano terra se non dopo anni e anni di giri ripetuti intorno all'Antartico.
Se l'Albatros scivola al di sopra delle onde impazzite, i pinguini, uccelli che non sanno volare, attraversano a nuoto delle distanze considerevoli. La Sterna codalunga effettua la più lunga delle migrazioni: 36 000 km.
Nell'emisfero nord, si annuncia una nuova primavera per gli uccelli migratori. Gli stessi cammini celesti vengono di nuovo intrapresi; malgrado gli ostacoli, la promessa di tornare viene mantenuta.

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