
Oologia
Struttura dell’uovo
Cellula uovo
E’ la parte essenziale da cui si forma l’embrione
(più esattamente una sola cellula) dalla forma sub sferica.
Si compone di tre strati:
membrana vitellina, disco germinativo, vitello.
Membrana vitellina
- Struttura complessa avvolgente l’uovo (deve distinguersi dalla omonima
struttura fi
brosa e granulare secreta dalle cellule follicolari
contenuta nel follicolo ovarico che si dissolve in parte
prima dell’ovulazione (*)
(*) Le uova sono sempre rivestite da una propria membrana plasmatica che si forma automaticamente alla su perficie di ogni cellula per fenomeni fisico-chimici (riordinamento molecolare e tensione superficiale) e prende il nome di membrana vitellina. Questa membrana è già formata quando l’uovo deve essere inseminato e a volte presenta una tale robustezza da impedire agli spermatozoi di traversarla. Esistono,a questo scopo, dei punti obbligatori (micropili) per il passaggio degli spermatozoi.
Disco germinativo
- Piccola parte della cellula uovo che per la minore densità occupa
il “polo animale”. Nella
altra metà trovasi il tuorlo nutritivo
che forma il “polo vegetativo”. Nell’uovo fecondato: è composto
da una
massa di cellule derivate dalla divisione
ripetuta dello zigote, la discoblastula, che con il calore formerà
l’em
brione. Nell’uovo non fecondato: è
costituito da citoplasma e dal nucleo femminile in degenerazione.
Vitello -
Maggior componenete della cellula uovo, composto da: vitello bianco, struttura
conica chiara, sotto
il disco germinativo, che approfonda verso
il centro della cellula ove termina con una porzione sferica (latebra);
vitello giallo, struttura che si dispone attorno
alla latebra. Assume il colore giallo, non per la disposizione con
centrica, ma per la ricchezza di pigmenti,
derivati dall’alimentazione, del tipo di xantofille.
Albume
Sostanza vischiosa e translucida che non presenta costituzione omogenea poichè risulta composta da più stratidistinti, a partire dal tuorlo, contenente diverse proteine di cui alcune battericide in un mezzo acquoso, immu nologicamente diverse nelle diverse specie di uccelli. L’albune è organizzato in: strato calazifero, a contattocon la membrana vitellina della cellula uovo; strato sottile interno (fluido); strato gelatinoso (denso) che si prolunga a ciascuna estremità con i legamenti dell’albume; strato sottile esterno (fluido); calaze, una al polo ottusodue ritorte in punta. Il tuorlo e l’albume, dopo una serie di processi, sono avvolti da una membrana (membranatestacea) composta da due lamine o foglietti di cheratina elastici e biancastri accollati tra loro che non si uniscono alla estremità ottusa dell’uovo lasciando tra di loro uno spazio chiamato “camera d’aria”, contenente unliquido. Tale camera d’aria, dopo la deposizione, provoca una riserva d’aria con l’evaporazione del liquido e loscollamento dei foglietti, estendendosi (aumento di volume) durante l’incubazione. I due foglietti costituenti lemembrane testacee fuse si dividono in esterno, composto da fibre brevi e spesse, poste in sei piani, orientate adangolo retto tra piano e piano; interno, organizzato in tre piani di fibre orientate in modo differente.
Guscio
L’uovo è racchiuso in un guscio calcareo,
deposto direttamente sulla membrana testacea, composto da uno strato esterno
e dai foglietti testacei all’interno. Lo strato esterno si identifica (dall’esterno
all’interno) in cuticola, strato spugnoso e strato mamillare. Lo strato
interno è delimitato inferiormente dai foglietti testacei,due membrane:
una, la più grossa, aderente allo strato mamillare; l’altra, più
sottile, aderente all’albume.
La cuticola,
prodotta durante il rapido passaggio nella vagina, è di natura proteica,
una proteina diversa da quelle del
guscio propriamente detto. Costituisce lo strato più superficiale
ed esplica diverse funzioni. Fra queste la importante
attività protettiva che impedisce alle infezioni di entrare nell’uovo.
Può anche essere colorata da pigmenti
e rendere le uova mimetiche. Lo strato spugnoso (spongiosa) è il
guscio propriamente detto, o meglio lo
spessore del guscio stesso costituito da carbonato di calcio, disposto
in strati orizzontali, e dalla cheratina disposta
trasversalmente. Comincia a formarsi nell’istmo ove vengono secrete le
membrane testacee; procede nell’utero
con la mineralizzazione. Qui il pompaggio di acqua nell’uovo origina la
formazione dei pori (1)
che assicurano il passaggio dei gas
(entrata di ossigeno, uscita di anidride carbonica).
(1) Durante
lo sviluppo embrionale sembra che l’albume svolga due funzioni. Nei primi
stadi fornisce acqua
per l’embrione
e per il liquido amniotico, mentre dopo 12 giorni (nella gallina domestica)
di incubazione
fornisce loro
una proteina addizionale.
Lo strato mamillare interessa la parte inferiore
della spongiosa (strato spugnoso), a contatto con l’uovo, delimitando,
con una serie di nuclei proteici calcificati, il piano interno del guscio.
I foglietti testacei delimitano due membrane applicate internamente al
guscio. Sono due lamine accollate tra loro, leggermente elastiche e biancastre,
che formano la camera d’aria in corrispondenza del polo ottuso dell’uovo.
Tutto il guscio è impregnato di proteine
che giungono per diffusione dall’ albume, riempiendo gli spazi compresi
tra le maglie del reticolo minerale, permettendo il ricambio di ossigeno
e l’espulsione dell’anitride carbonica attraverso i pori (solo durante
i processi di vita). L’esistenza di
questi pori, che sono microscopici, è dovuta alla non perfetta congiunzione
dei cristalli di calcite formanti il
guscio. Il guscio è formato da cristalli minerali di carbonato di
calcio disposti, allo interno del guscio
stesso, con le punte verso l’esterno, per cui ogni pressione dal di fuori
li comprime uno contro l’altro, rafforzzando
la struttura. La calcificazione non è ancora del tutto nota.
Si sà però che i sali, ioni calcio e carbonato, sono sottratti
dal sangue e vengono trsformati in calcite con l’avvallo delle ghiandole
e delle cellule epiteliali della mucosa uterina che favoriscono la mobilitazione
del calcio necessario alle uova. Nel caso di insufficiente
apporto di calcio nella dieta dell’uccello - durante il periodo ovulatorio
- le cellule dell’endostio (trovasi
sulle spicole costituenti l’osso midollare) provvedono a riassorbire o
a depositare la componente minerale per la formazione del guscio. L’osso
midollare, peculiare della femmina in fase pre-ovulatoria od ovulante,
costi tuito da spicole, comprendenti
osteociti che riempiono la cavità midollare, tra le quali si definiscono
le aree per il midollo rosso e i vasi
sanguigni, rappresenta un deposito di ioni minerali. Una riserva aggiuntiva
che incrementa le disponibilità
minerali dell’organismo sotto controllo endocrino - ormoni estrogeni ed
androgeni secreti nell’ovario dai follicoli oofori in accrescimento - con
continui fenomeni di assestamento o rimaneggiamento, cui è soggettolo
scheletro, con la distruzione o neoformazione dell’osso lamellare in rapporto
alle richieste metaboliche degliioni minerali (calcio e fosforo). Il guscio
esternamente è rivestito da concrezioni calcaree che lo isolano
da qualsiasi agente chimico e fisico; man mano che si forma nell’ovidutto
(camera calcigena)
vi si deposita un colorante per
strati successivi venendo a formare delle macchie profonde o macchie superficiali,
irreversibili ed utilissime per la
sopravvivenza dell’uccello. Alla deposizione il guscio è più
spesso rispetto la grossezza che presenta alla schiusa
per l’assottigliamento provocato dall’embrione che assimila calcio nelle
fasi dello sviluppo. Oltre a con tenere
gli elementi necessari alla crescita, il guscio, ha la primaria funzione
di proteggere l’embrione dal freddo.
Per tale motivo, è più spesso
e resistente alle latitudini settentrionali nei confronti della stessa
specie nidificante al sud.