Vol. 1° -  III.3.5.
Cladogramma che mostra le relazioni tra 6 specie: A - F

 

 

 

 

 

A

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

B

 

 

Antenato X2

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

C

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Antenato X1

 

 

 

D

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Antenato X

 

 

 

 

E

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

F

Le specie che vanno da A ad F formano un clado, avendo in comune l’antenato X.

Le specie comprese tra A e D formano un clado di differente rango tassonomico, condividendo l’antenato X2.

Le specie che vanno da C a F non formano invece un clado, poiché esso deve includere tutti i discendenti di un antenato comune. I cladisti affermano che le ramificazioni più importanti dei cladogrammi corrispondono agli avvenimenti evolutivi di più vasto rilievo che non possono essere spiegati dal neodarwinismo, che prevede serie di piccoli cambiamenti che si verificano in un lungo periodo di tempo.

Infatti Darwin si esprimeva esattamente così:

"La selezione naturale opera esclusivamente accumulando leggere variazioni favorevoli che compaiono solo successivamente, per cui non può provocare all’improvviso grandi modificazioni, mentre può operare esclusivamente a passi molto brevi e lenti.
Da qui l’adagio Natura non facit saltum, che appare sempre più rigorosamente corretto man mano che le nostre conoscenze si arricchiscono di nuovi elementi e che, grazie alla nostra teoria, è facilmente spiegabile. Possiamo capire agevolmente perché la natura è prodiga di varietà, ma avara di innovazioni. Tuttavia nessuno è in grado di spiegare perché questa debba essere una legge di natura valida per tutte le specie, se si ammette che le specie siano state create separatamente."

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