IL DODO
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Le Mascarene sono un gruppo di isole dell'Oceano Indiano che si trovano a est del Madagascar. Le più importanti - Réunion, Mauritius e Rodrigues - sono situate intorno al 20° parallelo sud, mentre Agalega e i Cargados Carajos si trovano un po’ più a nord. L’Isola di Tromelin è una dipendenza della Réunion e con essa appartiene all’Africa Francese.

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Le Mascarene prendono il nome dal navigatore portoghese Pedro Mascarenhas, che per primo scoprì Réunion nel 1513; verso la stessa data Domingos Fernández scoprì Mauritius, mentre a Diogo Rodrigues si attribuisce la scoperta dell’isola omonima nel 1538. Olandesi e Francesi ne ebbero successivamente il possesso e nel 1810, durante le guerre napoleoniche, le Mascarene furono conquistate dall'Inghilterra, che restituì successivamente Réunion, conservando la sola Mauritius fino alla sua indipendenza, avvenuta il 12 marzo 1968. Rodrigues è una dipendenza di Mauritius, da cui dista 680 km in direzione est, e Mauritius rivendica l’Isola di Tromelin che è francese.

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Fino a un’epoca piuttosto recente nelle isole dell’emisfero australe esistevano uccelli i cui antenati furono senz’altro dei volatori e che successivamente persero tale abilità. La persistenza dell’apterismo fino a epoche recenti nelle isole dell’emisfero sud sembra resa possibile o dall’assenza totale o dalla rarità e piccola taglia dei mammiferi, il cui ruolo nelle Mascarene venne assunto dal Dronte o Dodo. Quando l’uomo vi introdusse i mammiferi predatori, quest’uccello incapace di volare scomparve.
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Il Dodo delle MauritiusRaphus cucullatus o Didus ineptus.

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Non voglio dilungarmi sull’interessante peripezia toccata ai nomi delle isole e degli uccelli di cui stiamo parlando. Basti pensare che gli Olandesi chiamarono il Dodo Walghvogel, cioè uccello nauseante, in quanto di gusto sgradevole, e da Walghvogel si passò al tedesco Waldvogel, cioè uccello della foresta. Fantasmagorica è l’etimologia sia di Dodo che di Dronte, ma non vale la pena di accennarvi in quanto richiederebbe una diversione da un cammino che è già troppo tortuoso.

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Furono tre le isole in cui il Dodo visse: Mauritius, Réunion e Rodrigues. Non può escludersi l’isola di Tromelin, ma si dubita per motivi che tra poco vedremo. I territori del Dodo sono vulcanici, poco adatti a conservare i resti di animali, in quanto non offrono terreni in grado di rinserrarli. George Clark, deluso per la mancanza di resti di quest’uccello, ebbe una geniale intuizione: siccome questi terreni vengono dilavati da violente piogge torrenziali, era logico ricercare le ossa dove le fiumane confluivano. Così, nel 1863, sotto gli occhi increduli e infastiditi dei Creoli di Mauritius - infastiditi per veder affiorare qualcosa che apparteneva loro e di cui erano ignari - Clark portò alla luce diversi resti che finirono nei Musei, permettendo una ricostruzione del Dodo attualmente conservata al Museo di Storia Naturale di New York.

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Il Dodo di Mauritius finì per estinguersi tra il 1681 e il 1693. A partire dal 1750 gli abitanti dell’isola non avevano più alcun ricordo di questo uccello, noto ai loro antenati.

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Anche Gesner ne parlò nel 1555, in modo diffuso e corretto, però credendolo uno struzzo. Oggi pare classificabile tra i Columbiformi. Era massiccio e grande quasi come un cigno, pesava circa 22 Kg, aveva ali ridotte a moncherini, penne piumose e timoniere atrofizzate, era dotato di un becco forte e adunco fatto apposta per triturare frutti duri e lumache. Nel 1638 un esemplare arrivò a Londra, dove fu esposto. Di questo esemplare furono conservati solo la testa e i piedi, di cui si trovano calchi in gesso che vengono esposti in diversi Musei. Solo pochissimi artisti europei ritrassero o disegnarono il Dronte da modelli vivi. Quasi tutti i disegni dell’epoca sono stati eseguiti in base a descrizioni, per cui non sempre si tratta di riproduzioni fedeli. Vediamo succintamente i nomi e le caratteristiche dei vari Dodo.

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§Dodo delle Mauritius - Raphus cucullatus o Didus ineptus - aveva piumaggio grigio.

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§Dodo della Réunion o Solitario della Réunion: ebbe svariati nomi scientifici che elenchiamo in sequenza cronologica: Didus borbonicus, Victoriornis imperialis, Ornithaptera solitaria. Si trattava di una forma albina. La sua scomparsa sarebbe databile intorno alla seconda metà del 1700.

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§Dodo di Rodrigues - Pezophaps solitaria - dal greco phaps = colombo e pezòs = che va a piedi. Il suo piumaggio era bruno, sia nel maschio che nella femmina, e costei poteva anche essere fulva. Fu visto per l’ultima volta nel 1761 da un astronomo francese, l’Abate Pingré, recatosi a Rodrigues per osservare il passaggio del pianeta Venere allineato col Sole.

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§Dodo di Nazareth - Didus nazarenus - descritto nel 1848 nel Bollettino dell’Accademia Russa Imperiale delle Scienze dal Professor Hamel, che si era dedicato a una revisione di tutta la letteratura allora disponibile. Nazarenus dovrebbe derivare dalla solita peripezia riservata ai nomi. Ecco la sequenza: walghvogeloiseau de nausée oiseau de Nazareth. Questa è l’interpretazione di Hamel. Ma l’isola di Tromelin potrebbe essere l’ex isola di Nazareth. Tuttavia, finché tempo e denaro non lo permetteranno, nulla si saprà dell’effettiva esistenza del Didus nazarenus.

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      di Elio Corti