Trovati esemplari di specie protette tra cui tre aquile reali
Animali vivi e carni destinati a collezionisti e ristoranti
Il Wwf scopre nel bresciano
il magazzino dei bracconieri
Le guardie volontarie hanno seguito una cacciatrice di frodo
Uno scenario agghiacciante, c'erano anche molte trappole
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ROMA - I volontari del Wwf fanno i detective e scoprono nel bresciano un enorme magazzino di prede dei bracconieri. Alle guardie che sono entrate nel megastore dei cacciatori di frodo si è presentato uno scenario agghiacciante: due aquile reali congelate, una terza pronta per essere impagliata, decine di chili di carne di capriolo e di cinghiale, 150 piccoli uccelli già spennati e pronti in sacchetti di plastica. E animali vivi in sofferenza, 60 esemplari di specie protette come beccofrosoni, pettirossi, cinciallegre, scriccioli, fringuelli, peppole e croceri.

Il magazzino dei bracconieri è stato trovato a Clibbio, in provincia di Brescia, seguendo le tracce della proprietaria di un casolare, sorpresa poche ore prima a raccogliere parte del bottino illegale catturato con tre reti da uccellagione e gabbie con uccelli lucherini da richiamo. Con l'aiuto dei carabinieri - e una volta ottenuto il mandato di perquisizione dalla magistratura di Brescia - le guardie del Wwf hanno trascorso una giornata intera a identificare e sequestrare tutti gli animali, tra vivi, impagliati e congelati, sporgendo denuncia alla procura competente nei confronti della donna e del suo compagno: alcuni uccelli, i passeriformi in buone condizioni di salute, sono stati immediatamente liberati mentre gli altri animali sono stati trasferiti nel vicino Centro di recupero dell'Oasi Wwf di Valpredina.

Nel deposito esterno è stata trovata anche una vera e propria armeria della caccia di frodo: trappole a scatto, archetti, vischio, una tagliola gigante per grandi mammiferi, gabbie con uccelli vivi da richiamo (croceri, peppole, fringuelli e pettirossi), trofei e cartucce mai denunciate. Il valore complessivo di tutte le specie sequestrate è di diverse migliaia di euro: è molto probabile che la famiglia di bracconieri fosse in contatto con commercianti locali e ristoranti.

"Il commercio di animali impagliati e la richiesta di piatti tipici, come la carne di capriolo o la 'polenta e osei' nei ristoranti regionali - spiega Massimiliano Rocco, responsabile specie e ufficio Traffic del Wwf Italia - hanno sostituito quella che un tempo era l'uccellagione tradizionale: ormai ci troviamo di fronte ad un vero e proprio mercato, che continua a sottrarre dai loro habitat specie protette dalle leggi nazionali e comunitarie. E' la prima volta in Italia che vengono sequestrate ad un privato ben tre aquile reali, una specie rarissima, che sul mercato dei collezionisti può valere tra i 2mila e i 4mila euro per esemplare".

(20 novembre 2005)