Origine dei nomi
Come nome specifico viene utilizzato un aggettivo che permette di distinguere la specie dagli altri membri di quel genere. Sia il nome generico che l' epiteto derivano frequentemente dal latino. Alcuni nomi sono di origine greca o derivano dalla lingua locale o dall' autore che per primo ha scoperto la specie. Infatti, i tassonomisti, per nominare le specie, traggono spunto da una varietà di fonti, inclusi i giochi di parole. Comunque, i nomi usati tendono ad essere "latinizzati" ed è per questa ragione che il nome binomiale, oltre ad essere detto nome scientifico, viene spesso chiamato volgarmente "nome latino".

Importanza ed usi del sistema binomiale
L'importanza del sistema binomiale deriva principalmente dalla sua semplicità e dal suo esteso uso:
Lo stesso nome è valido in tutte le lingue, evitando così possibili difficoltà di traduzione;
Ogni specie può essere identificata inequivocabilmente da due sole parole;
Il sistema è stato adottato internazionalmente in botanica-(dal 1753), zoologia-(dal 1758)
e batteriologia -(dal 1980).
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Le procedure associate alla nomenclatura binomiale tendono a favore della stabilità. In particolare, quando, per vari motivi, le specie vengono trasferite da un genere ad una altro, se è possibile, viene conservato lo stesso epiteto specifico. Similarmente, se delle specie, che venivano considerate distinte, vengono succesivamente ritenute sottospecie della stessa specie, i loro termini specifici vengono spostati a termini sottospecifici nella nomenclatura trinomiale.

Comunque, la stabilità non sempre è possibile. Un singolo organismo può avere in circolazione una serie di nomi scientifici che dipendono dalle diverse opinioni. Un'altra fonte di instabilità è la regola che la nomenclatura debba rispettare la priorità della scoperta.

Le regole dei codici di nomenclatura per le Piante (inclusi i Funghi e i Cianobatteri), Animali, Batteri e Virus differiscono tra di loro. Per esempio, la nomenclatura ICBN (piante) non mostra tautonomia, cioè l'uso dello stesso nome per il genere e la specie, mentre il codice ICZN (animali) sì. È stata suggerita la creazione di un BioCode che
prenda il posto ed unifichi i vari codici, ma vi sono anche dei dibattiti sullo sviluppo di
un PhyloCode, che si occuperà di nominare i rami (o cladi) dei vari alberi filogenetici (o cladogrammi).


Estensioni del nome scientifico

Nomenclatura trinomiale degli animali
In zoologia, una specie animale può risultare ulteriormente suddivisa in sottospecie, le quali vengono identificate con il sistema di nomenclatura trinomiale. Per fare un esempio, il cormorano comune (Phalacrocorax carbo) della Nuova Zelanda differisce da quelli viventi in altre regioni, e viene classificato come sottospecie Phalacrocorax carbo novaehollandiae. Per la classificazione degli animali, viene usata esclusivamente questa categoria come livello inferiore alla specie e, per questo motivo, non è necessario aggiungere ulteriori indicazioni. Il terzo epiteto è sufficiente per indicare che si tratta di una sottospecie.

Suddivisione botanica
In botanica, una specie, oltre che in sottospecie, può risultare suddivisa in varietà, forme, cultivar o altre categorie. A causa di ciò, il nome del taxon deve essere preceduto da una abbreviazione che indichi quella categoria infraspecifica (subsp., var., form. etc.), cosa che non avviene nella nomenclatura trinomiale degli animali. Ad esempio, una singola specie di pianta (Pinus nigra) può avere sottospecie (Pinus nigra subsp. salzmannii), varietà (Pinus nigra var. caramanica), varietà di sottospecie (Pinus nigra subsp. salzmannii var. corsicana) o altre complesse terminologie (per ulteriori informazioni vedasi nomenclatura trinomiale) .

Autori nei nomi scientifici
Molte volte si vedrà un nome (od una sua abbreviazione) dopo un nome scientifico e spesso anche una data annuale. Per essere completa, la referenza ad una specie deve includere anche l' autore (o gli autori) che ha descritto la specie e che le ha dato il nome. Mentre il nome scientifico viene scritto in corsivo, la citazione sull'autore no. Questa aggiunta viene usualmente fatta una sola volta in un particolare articolo o citazione. Le convenzioni sulla citazione degli autori differiscono, per alcune modalità, tra le piante e gli animali, e sono governate rispettivamente dal Codice Internazionale di Nomenclatura Botanica e dal Codice Internazionale di Nomenclatura Zoologica.
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Citazione degli autori in botanica
I nomi degli autori botanici risultano abbreviati da un indice standardizzato e pubblicato dai Royal Botanic Gardens di Kew (le abbreviazioni standard degli autori botanici sono elencate in questa lista).

Così, nell' esempio Pinus sylvestris L., l'abbreviazione "L." si riferisce a Carolus Linnaeus; nell'esempio Pinus koraiensis Siebold & Zucc., Siebold si riferisce a Philipp Franz von Siebold e Zucc. al co-autore Joseph Gerhard Zuccarini.

Se una specie viene trasferita ad un genere differente conservando inalterato l'altro termine, l'autore originale viene posto tra parentesi tonde e si aggiunge l'autore responsabile dello spostamento. Per esempio, la sequoia sempreverde venne descritta inizialmente da David Don come Taxodium sempervirens D. Don. In seguito, Stephan Ladislaus Endlicher si accorse che questa specie differiva largamente dalle altre specie del genere Taxodium, e la incluse in un nuovo genere, pubblicando la combinazione Sequoia sempervirens (D. Don) Endl..

Negli articoli che trattano la tassonomia dettagliata delle piante, vengono sempre aggiunti la data e la pubblicazione dell' autore, ma, nelle enciclopedie o altre opere non tassonomiche, questa è una pratica rara. Per il precedente esempio, la citazione completa è Sequoia sempervirens (D. Don) Endl., Syn. Conif. 198 (1847), riferendosi alla pagina 198 del Synopsis Coniferarum di Endlicher , pubblicato nel 1847.

Citazione degli autori in zoologia
Per i nomi delle specie animali, gli autori vengono indicati con il loro cognome scritto per intero, cioè senza abbreviazione. Il primo nome viene omesso ma, se esistono due autori con lo stesso cognome, viene aggiunta l'iniziale per distinguerli. La data della prima pubblicazione viene anch'essa citata, con una virgola tra nome e data.

Esempio: Balaena mysticetus Linnaeus, 1758.
Questa specie è stata descritta da Carolus Linnaeus, il cognome è scritto per intero ed è seguito dalla data di pubblicazione 1758.

Se una specie viene in seguito trasferita ad un differente genere, l'autore originale e la data vengono posti tra parentesi tonde per segnalare che è avvenuta una revisione, ma l'autore e la data della revisione non vengono citati. Ad esempio, l'oca lombardella fu descritta per la prima volta da Giovanni Antonio Scopoli come Branta albifrons Scopoli, 1769. Successivamente si dimostrò che questa specie fosse, per caratteristiche, più vicina alle oche del genere Anser che a quelle del genere Branta, così subì un trasferimento ed ora viene citata come Anser albifrons (Scopoli, 1769).

Anche per gli animali, nelle pubblicazioni tassonomiche ufficiali, viene fornita una citazione completa che comprende il nome e la data della pubblicazione: Branta albifrons Scopoli, 1769, Annus I Hist.-Nat. 69.

Storia
L'uso della nomenclatura binomiale si deve a Carolus Linnaeus, che la adottò per il suo sistema di classificazione scientifica, basato sull' osservazione delle diverse caratteristiche delle specie viventi. Per questo motivo, è concezione comune credere che Linneo fu anche l' inventore della nomenclatura binomiale. In realtà, questa semplice, ma altrettanto grandiosa, idea fu precedentemente concepita da Gaspard Bauhin, un botanico vissuto oltre 100 anni prima di Linneo, che la adottò per una classificazione sulle piante.



Voci correlate
Classificazione scientifica
Nomenclatura trinomiale
Tassonomia
Sistematica
Filogenesi
Codice Internazionale di Nomenclatura Botanica
Codice Internazionale di Nomenclatura Zoologica

NOTE

La biologia
La biologia  è lo studio scientifico dei fenomeni vitali (ma non patologici) e degli organismi viventi. Essa studia le caratteristiche fisiche e comportamentali degli organismi, la loro classificazione, l'origine e lo sviluppo delle specie e l'interazione che hanno l'una con l'altra e nei confronti dell'ambiente.
La biologia comprende uno spettro molto ampio di discipline, spesso considerate indipendenti. A proporre il termine biologia furono, sui primi dell'1800, Jean-Baptiste de Lamarck e separatamente Gottfried Reinhold Treviranus.
La biologia è una scienza di origine antichissima. Il termine biologia deriva da due termini greci: bios (vita) e logos (discorso, studio). Da sempre l'uomo si è dedicato allo studio della biologia, prima in modo elementare, imparando a distinguere le piante commestibili da quelle velenose, poi in modo sempre più approfondito. I Greci sono stati il primo popolo a lasciare traccia di uno studio approfondito della biologia. Il filosofo e matematico Talete (624 - 548 a.C.) fu il primo ad intuire che molti fenomeni non avevano origine divina. I filosofi della "scuola ionica", di cui proprio Talete è ritenuto il fondatore, sostenevano che ogni evento avesse una causa, senza che una volontà esterna al mondo potesse intervenire. Essi ritenevano anche che la mente umana potesse comprendere e prevedere i fenomeni naturali. Si racconta infatti che lo stesso Talete abbia previsto un'eclissi di luna suscitando grande stupore tra i suoi contemporanei.
I filosofi della scuola ionica sono considerati i fondatori della speculazione scientifica, che si suddivide in:
Indirizzo filosofico, che cercava di individuare leggi e princìpi della natura.
Indirizzo medico, che studiava l'anatomia e la fisiologia del corpo umano allo scopo di curare i mali.



Specie-
Il concetto di specie è alla base della classificazione degli organismi viventi, trattandosi del livello tassonomico obbligatorio gerarchicamente più basso. La scelta di un criterio univoco ed universale per identificare le specie è però difficile. Tuttavia si può ovviare alle difficoltà quando si considera attualmente la specie come l'unità tassonomica fondamentale. Esistono, perciò, vari concetti utilizzati: cioè la specie può essere, tipologica, morfologica, biologica e cronologica.
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Indice
Specie biologica
Specie tipologica
Specie morfologica
Specie cronologica
Specie filofenetica
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Specie biologica
E' la più diffusa, usata in zoologia, la biologica si basa sugli esperimenti che provano la discendenza fertile degli incroci. La specie è rappresentata da quegli individui che incrociandosi tra loro generano potenzialmente una prole illimitatamente feconda.
Il concetto di illimitatamente e feconda sono a fondamento della classificazione. È noto a tutti che l'asino e la cavalla generano il mulo, che è sterile. Meno famoso può essere l'esempio di alcune tartarughe, che, accoppiandosi, dànno alla luce piccoli in grado di generare fino alla seconda o alla terza generazione, poi quest'ultima si evidenzia infertile. Si scopre così che quelle tartarughe, non dando origine a prole illimitatamente feconda, appartengono a specie diverse.
Tuttavia tale definizione, per quanto rigorosa, non è rigidamente applicabile in campo botanico. Molte forme vegetali, pur presentando evidenti diversità, tali da non poter essere considerate della medesima specie, si incrociano originando ibridi illimitatamente fertili. In questi casi codesta definizione tassonomica non è più valida, e si ricorre a diverse classificazioni, basate sulle diversità somatiche e/o filogenetiche.

Specie tipologica
La tipologica è la specie fondata su un tipo, definito OLOTIPO, cioè su un esemplare che la rappresenta e che dovrebbe essere in un museo pubblico a disposizione degli studiosi. L'esemplare quindi può servire per i confronti; ma non è sempre così, perché ad es. può perdersi. In questo caso può essere rimpiazzato da un neotipo. Quindi, per definizione, il concetto di specie tipologica non implica necessariamente il fissismo di Linneo, perché al tipo se ne possono aggiungere altri, paratipi, che danno l'idea della variabilità. Questo concetto, sebbene oggi comunemente utilizzato in tassonomia, è formalmente incompleto e di utilizzo più pratico che teorico, in quanto criticato aspramente da Lamarck in poi, che con la teoria nominalistica mette in discussione l'idea stessa di archetipo.

Specie morfologica
La morfologica è la specie basata su caratteri morfologici. Viene generalmente usata per le specie attuali e per quelle fossili. Quando si hanno a disposizione molti esemplari (minimo 50) i caratteri rappresentabili da numeri possono essere indagati con metodi statistici; per es. curve a campana. In passato strettamente connessa al concetto di specie tipologica oggi è sempre più rimpiazzata, perlomeno nelle specie viventi, da studi di ordine molecolare e genetico. È infatti ovvia la difficoltà di applicazione di tale definizione a sibling species e a specie con dimorfismo accentuato molto marcato.
Una concezione più moderna è quella della specie fenetica, che applica algoritmi di analisi delle similitudini e dei caratteri comuni, rendendo questa metodologia in grado di analizzare anche esseri inanimati. Utile per i fossili, anche questa definizione non tiene conto delle relazioni filogenetiche tra i rami evolutivi e le specie.

Specie cronologica
La cronologica è basata sul concetto "tempo" ed è il classico campo di studi sulla paleontologia sistematica e biostratigrafia, vedi prove paleontologiche dell'evoluzione.

Specie filofenetica
La filofenetica è basata sulla combinazione della metodologia fenetica con la teoria evolutiva, considerando nell'analisi delle similitudini anche le relazioni filogenetiche.



Genere
Nelle scienze naturali il genere è una categoria che raggruppa le specie, in quanto aventi caratteristiche tra loro comuni.

Più generi vengono a loro volta raggruppati in famiglie.

Nella nomenclatura binomiale codificata da Linneo ogni creatura vivente viene contraddistinta da due termini - il genere, con iniziale maiuscola, e la specie, con iniziale minuscola. Altri termini aggiuntivi, p.es. la sottospecie, sono facoltativi.

La definizione esatta di genere è complessa e non sempre univoca.

In linea di massima, specie diverse appartenenti allo stesso genere hanno una serie di caratteristiche comuni, ma non possono riprodursi. Esistono casi rari di riproduzione tra specie diverse di uno stesso genere (ibridazione), molto spesso con l'intervento umano, ma i figli rimangono infecondi.

Per esempio, il cavallo può incrociarsi con l'asino, dando origine al mulo e al bardotto, ma né il mulo né il bardotto possono avere figli. L'incrocio, inoltre, avviene per opera dell'uomo ma non avviene in natura.

La situazione classica presenta però diverse eccezioni, soprattutto nel regno vegetale.




Epiteto
L'epiteto è una figura retorica e consiste nell'accostamento, generalmente al nome, di un elemento che caratterizza un personaggio ma che è completamente scollegato dal contesto in cui viene menzionato. Il termine "epiteto" viene dal greco antico epithìtemi, che significa "pongo sopra", nel senso che l'epiteto è aggiunto al nome proprio. Gli epiteti sono molto frequenti all'interno della tradizione omerica.
Un esempio di epiteto è "Achille piè veloce".



Botanica
La botanica è la disciplina della biologia che studia le forme di vita del mondo vegetale (la flora), specie in rapporto alla loro anatomia, fisiologia, classificazione ed ecologia.

Gli organismi più complessi studiati dalla botanica costituiscono il regno delle Piante (o Plantae).

In passato tutto ciò che non si considerava animale veniva considerato "pianta", "vegetale". Attualmente, solo gli organismi pluricellulari autotrofi vengono considerati parte del regno Plantae: gli altri sono assegnati ai regni Monera, Protista o Funghi.

Il primo studioso conosciuto del mondo vegetale fu Teofrasto (371 a.C. - 286 a.C.) che descrisse oltre cinquecento piante ed il loro uso medicinale. In seguito Dioscoride (De Materia Medica) e Plinio il Vecchio (I° sec. d.C.) scrissero opere fondamentali per la conoscenza del regno vegetale.

In particolare il secondo nella sua Naturalis Historia, enciclopedia scientifica in 37 libri, ricostruiva una summa delle conoscenze dell'epoca, attraverso la rilettura di oltre 2000 opere. Una parte cospicua della sua ricerca (libri 12-19) era specificamente dedicata alle piante ed alle loro qualità officinali. La Naturalis Historia ha costituito il compendio di riferimento della botanica, e non solo, fino all'epoca rinascimentale.

Nella seconda metà del XVI secolo la botanica si affrancò definitivamente dalle altre scienze, spesso occulte, con la nascita dei primi orti botanici e delle prime raccolte sistematiche di piante essicate.

Ma solo nel settecento con la fondamentale figura del botanico svedese Carl von Linné (Råshult 1707 - Uppsala 1778), più comunemente conosciuto come Carlo Linneo, si venne sviluppando una vera e propria ricerca scientifica sul mondo vegetale, con particolare riguardo alla classificazione delle piante. Nel 1735 con l'opera Systema naturae, Linneo espone per la prima volta i suoi criteri di classificazione tassonomica dei regni animale, vegetale e minerale.

Tuttavia, l'opera che influenzò maggiormente i botanici fu la Philosophia botanica, pubblicata nel 1751. In essa Linneo affermava che le specie vegetali, facendo parte del progetto divino del creato, erano classificabili secondo un sistema immutabile fondato sulle loro caratteristiche: era, quindi, possibile ricostruire le relazioni interne e le differenze fra varietà, specie, generi, ordini e classi. Partendo da questa regola tassonomica, Linneo introdusse il sistema di nomenclatura binomiale, secondo la quale ciascun essere vivente poteva essere identificato e descritto conoscendone soltanto il genere e la specie, mentre prima si doveva ricorrere a perifrasi impossibili da ricordare. Tale sistema classificatorio, riveduto ed aggiornato, costituisce ancora oggi il fondamento della classificazione del regno vegetale (e non solo). Successivamente altri studiosi introdussero nuovi generi e specie e dovendoli diversificare da quelli stabiliti da Linneo, si decise di aggiungere al binomio latino anche l'abbreviazione del cognome del naturalista coniatore; per Linneo la sola lettera elle maiuscola: L.




Zoologia
La Zoologia (dal greco: zoon = animale; logos = discorso) è la disciplina biologica che si occupa dello studio degli Animali (o Metazoi) e dei Protozoi. Questi ultimi sono organismi Eucarioti, unicellulari ed eterotrofi che, per somiglianze biologiche ed affinità filogenetica, in passato venivano considerati membri effettivi del Regno (biologia) Animale e che, solo in seguito, furono trasferiti al più accettato Regno dei Protisti.



Batteriologia
La batteriologia è una branca della biologia che si occupa dello studio dei microrganismi, detti anche batteri, sotto il profilo morfologico, chimico e funzionale.
Lo studio dei microrganismi effettuato in laboratorio, sfrutta la loro coltivazione in speciali terreni di coltura, i quali hanno lo scopo di fornire ai batteri tutti gli elementi fondamentali per il loro sviluppo.



Nomenclatura trinomiale
La nomenclatura trinomiale è un sistema tassonomico utilizzato in biologia per la classificazione scientifica delle forme di vita. Viene applicato quando una specie risulta suddivisa in più sottogruppi, i quali, quindi, necessitano di essere distinti ed identificati mediante un' estensione del sistema di nomenclatura binomiale, consistente nell' aggiunta di un terzo epiteto.
La gerarchia dei taxa inferiori al livello specifico è la seguente:
sottospecie (ssp./subsp.)
varietà (var./v.)
sottovarietà (subvar.)
Forma (forma/f.)
Gruppo o serie
cultivar
Non necessariamente tutte le categorie sopra elencate devono essere applicate ad una particolare specie.In molti casi, i ragguppamenti sottospecifici rispecchiano la regionalità di una popolazione la quale, con l' isolamento geografico (e quindi riproduttivo), spinta da diverse pressioni ecologiche, tende ad evolvere degli adattamenti comportamentali e morfologici propri, andando così incontro ad un processo di speciazione.
La più semplice forma di nomenclatura trinomiale si ha in zoologia, dove vengono elencate solo le sottospecie. In questo caso, si aggiunge il nome sottospecifico a quello della specie, usando i caratteri in corsivo. Se il nome del genere e della specie sono stati precedentemente menzionati, questi si possono spesso abbreviare con le lettere iniziali. Ad esempio si può scrivere:
" Il Phalacrocorax carbo (Cormorano comune) ha una distinta sottospecie in Australasia, il P. c. novaehollandiae ".



Tassonomia
Con il termine tassonomia (dal greco taxinomia) dalle parole taxis = ordine e nomos = regole) ci si può riferire sia alla classificazione gerarchica di concetti, sia al principio stesso della classificazione. Praticamente tutti i concetti, gli oggetti animati e non, i luoghi e gli eventi possono essere classificati seguendo uno schema tassonomico.
Secondo la matematica, una tassonomia è una struttura ad albero di istanze (o categorie) appartenenti ad un dato gruppo di concetti. A capo della struttura c'è un'istanza singola, il nodo radice, le cui proprietà si applicano a tutte le altre istanze della gerarchia (sotto-categorie). I nodi sottostanti a questa radice costituiscono categorie più specifiche le cui proprietà caratterizzano il sotto-gruppo del totale degli oggetti classificati nell'intera tassonomia.



Sistematica
La sistematica è la scienza che classifica gli esseri viventi. Tentativi di classificazione sono esistiti fin dall'antichità (si ricordano, tra gli altri, Aristotele e Plinio il Vecchio) ma è con il Sistema Naturæ (1758) di Linneo (nome latinizzato del botanico svedese Carl von Linné, 1707-1778) che la sistematica acquista una forma scientifica. In questo testo Linneo descrisse tutte le specie viventi allora conosciute, assegnando a ciascuna di esse un doppio nome (nomenclatura binomia).



Filogenesi
La filogenesi è un processo evolutivo degli organismi vegetali e animali dalla loro comparsa sulla Terra a oggi (tratto da : Rita Levi Montalcini, La Galassia Mente, Baldini & Castoldi, Milano, 2001). Il diagramma che mostra i rapporti filogenetici tra specie o gruppi superiori si chiama albero filogenetico. Linee filetiche discendenti dallo stesso ramo si dicono gruppi monofiletici, pertando il gruppo verrà detto monofiletico.Se tale gruppo non comprende tutti i discendenti del progenitore ancestrale verrà detto parafiletico. Sono diverse le metodologie ed i criteri logici con la quale viene effettuata la categorizzazione filogenetica e viene costruito un albero. Il criterio forse più usato, soprattutto in passato è quello della massima parsimonia, soprattutto a livello morfologico. Tuttavia oggi vengono utilizzate diverse altre metodologie, soprattutto in modo integrato, dalla fenetica alla filogenesi molecolare, la quale ha grandissima importanza non solo a livello microrganismico, ma anche negli animali superiori, basti pensare al grandissimo utilizzo dei marcatori come l'RRNA mitocondriale oppure i geni codificanti la tubulina nel determinare rapporti a moltissimi livelli tassonomici.



Codice Internazionale di Nomenclatura Zoologica
Il Codice Internazionale di Nomenclatura Zoologica è un insieme di regole nella zoologia che hanno un intento fondamentale: quello di provvedere alla massima universalità e continuità nel classificare tutti gli animali, secondo giudizio tassonomico. Il Codice è considerato una guida per la nomenclatura degli animali, ma lascia agli zoologi un certo margine di libertà nel denominare e descrivere nuove specie.


Codice Internazionale di Nomenclatura Botanica
Le regole all'interno del Codice determinano quali nomi sono potenzialmente validi, per qualunque taxon, inclusi i livelli di sottospecie e di superfamiglia. Le sue misure possono essere modificate o adattate a un particolare caso quando l'aderenza stretta ad esse potrebbe causare confusione. Eccezioni di questo tipo non possono mai essere svolte ad opera di un singolo scienziato (per quanto bravo e rispettato possa essere nel suo campo) ma solo dalla Commissione Internazionale di Nomenclatura Zoologica (ICZN), che agisce al di sopra di tutti gli zoologi. La Commissione prende provvedimenti in conseguenza a questioni che le vengono proposte.
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