Sylvia cantillans moltoni
                                               Foto di Antonello Turri
 
Descritta nel 1939 come endemica di Sardegna, Corsica ed Arcipelago Toscano (Orlando, 1939), ed in seguito considerata come sottospecie priva di validità tassonomica (per via della grande somiglianza morfologica con cantillans), questa forma è stata rivalutata negli ultimi decenni del secolo scorso, periodo in cui ne è stata definitivamente accertata la nidificazione non solo nel succitato areale, ma anche nelle isole Baleari e nell’Appennino settentrionale (Cova, 1976).
        Attualmente, oltre che per la Sardegna e le isole toscane, la presenza di questa forma è stata accertata in gran parte dell’Italia centro-settentrionale e lungo la dorsale appenninica, a sud-est fino ad Emilia Romagna e Toscana. Questa forma occupa anche le regioni centrali confinanti con l’Appennino tosco-emiliano, quali le Marche e l’Umbria, mentre sembrerebbe assente dalla maggior parte del Lazio settentrionale.
        Non si conosce niente delle possibili interazioni esistenti tra le forme moltonii e cantillans nei punti d’incontro tra i rispettivi areali di nidificazione. In teoria, potrebbero comportarsi o come vere e proprie specie allopatriche (con distribuzioni che non si sovrappongono) o come specie parapatriche. Nel primo caso si avrebbe una netta divisione tra gli areali, mentre nel caso della parapatria i due areali potrebbero intersecarsi, anche solo limitatamente al punto d’incontro, evento favorito dalla locale differenziazione delle preferenze ecologiche (come il Picchio dorsobianco leucotos ed il Picchio dalmatino lilfordi che nel punto d’incontro dei loro areali, in Slovenia, vivono senza mai incontrarsi sugli stessi monti, ma in habitat e ad altitudini differenti).
Sterpazzolina di Moltoni [Sylvia (c.) moltonii]:
questa forma è endemica dell’area mediterranea centro-occidentale, dove occupa le principali isole (Maiorca e Cabrera nelle Is. Baleari, Corsica, Sardegna ed Arcipelago Toscano); in vista di recenti conferme avvenute sul campo, tuttavia, l’areale riproduttivo deve essere esteso anche all’Italia continentale centro-settentrionale e, probabilmente, alla Francia meridionale. L’areale di svernamento non è noto con precisione ma, catture invernali di esemplari con la muta tipica di questa forma sono state compiute in Nigeria.
La Sterpazzolina di Moltoni condivide con cantillans il disegno delle parti inferiori (uniforme dalla gola ai fianchi, con una sfumatura più vivace sul petto e col bianco limitato al ventre ed al sottocoda), differendone però nella gradazione del colore; questa è, infatti, assai più tenue e paragonabile ad uno smorto color cipria, con una tinta rosa salmone più brillante al centro del petto e senza evidenti sfumature rossicce o arancione vivo. Il mustacchio bianco è simile per estensione e forma a quello di cantillans, anche se in molti maschi adulti parrebbe tendenzialmente meno marcato che nella forma occidentale.
 Il richiamo della Sterpazzolina di Moltoni suona in modo incredibilmente diverso da quello di cantillans, essendo un verso decisamente lungo del tipo "trrrrrrr", generalmente composto da 7-8 elementi vibrati. Somiglia al verso della Sterpazzola di Sardegna (Sylvia conspicillata) ma è più corto (7-8 contro 15-20 note), mentre differisce da quello dello Scricciolo (Troglodytes troglodytes) nell’essere leggermente più lungo e secco, ma anche meno sporco e meno stentoreo.
        Il canto del maschio è paragonabile a quello di cantillans, specialmente per la struttura irregolare delle frasi, ma si distingue da questo per essere decisamente più accelerato ed aspro (per via dei "trrrrrrr", che ricordano il verso d’allarme, comunemente inframezzati al canto), e per le strofe leggermente più corte e terminanti più bruscamente. In generale il canto ricorda più quello del Canapino (Hippolais polyglotta) che quello di cantillans; le singole strofe, veloci e farfugliate, possono anche essere assimilate al canto, simile ad una cascata di note, del Verzellino (Serinus serinus) che, però, è assai più prolungato e privo delle lunghe pause tipiche delle Sterpazzoline.

           Bibliografia:
           -Orlando C., 1939. Sylvia cantillans, Pallas (1764). Riv. ital. Orn. 9: 148.
           -Vaurie C., 1959. The Birds of the Palearctic Fauna - Passeriformes. London: p. 762.
           -Cramp S. (ed.), 1992. The Birds of the Western Palearctic - Oxford University Press.
           -Festari I., Janni O. & Rubolini D., 2002. Moltoni’s Warbler breeding in mainland Italy. Dutch Birding vol. 24, n° 2.
 
           Ottimo articolo:
           http://www.ebnitalia.it/QB/QB012/sterpazzoline.htm


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