Spalding Douglas (1840- 1877)Nel 1862, le lezioni tenute da Bain furono seguite da un giovane ventenne, Douglas Spalding (1840- 1877). Egli fu colpito dall’idea, diffusa tra gli studiosi di filosofia, relativa al fatto che funzioni mentali anche semplici, come la percezione della distanza, sarebbero possibili solo grazie ad un qualche ruolo dell’esperienza; infatti, basandosi sulle proprie osservazioni, Bain si era convinto che tali capacità potessero essere apprese rapidamente nel corso delle prime ore di vita dell’animale. In tal senso Spalding iniziò una serie di esperimenti utilizzando come modello sperimentale il pulcino di pollo domestico. Per la prima volta costruì una sorta di incubatoio artificiale: pose le uova su uno straccio umido sotto il quale era presente una pentola con dell’acqua che bolliva in modo da garantire calore e umidità a sufficienza per la schiusa. Dopo aver rimosso una parte del guscio, Spalding mise dei cappucci sopra agli occhi o introdusse della cera nelle orecchie di alcuni pulcini prima che essi uscissero dall’uovo, privandoli così delle prime esperienze visive o uditive. I cappucci o la cera vennero rimossi quando, due o tre giorni più tardi, il sistema neuro- muscolare degli uccelli si era ormai sviluppato a sufficienza ed essi erano in grado di effettuare dei movimenti coordinati. Spalding riferì nella sua comunicazione che, nel dirigere accurati movimenti di beccata verso gli insetti, nel mangiarli, nell’evitare gli ostacoli e nel muoversi nella direzione appropriata al suono del richiamo di una chioccia che non potevano vedere, questi pulcini mostravano capacità analoghe a quelli che non erano stati sottoposti ad alcuna privazione sensoriale; inoltre , la comparsa casuale di un falco e ulteriori prove sperimentali con un falco addomesticato indicarono che anche le risposte di paura a certi tipi specifici di stimoli visivi erano innate. In una sola parola, Spalding dimostrò l’esistenza degli istinti. Mentre questi comportamenti, quindi, gli parvero completamente istintivi, lo sviluppo di altre reazioni sembrava comportare anche alcuni elementi legati all’esperienza; egli parlò a questo proposito di “istinti imperfetti”.
Un interessante esempio di questi esperimenti è costituito da quello che Spalding definì “reazione di inseguimento” e che più tardi diverrà noto con Lorenz come imprinting.
Se i pulcini vedevano Spalding al momento in cui, un giorno o due dopo la schiusa, veniva loro tolto il cappuccio, essi lo seguivano dovunque andasse; tuttavia, se prima dell’eliminazione dei cappucci passava qualche giorno in più, il fenomeno non si verificava: in questo modo anticipò una nozione cruciale per le scienze biologiche, ossia la nozione di periodo critico o di periodo sensibile. Se Spalding avesse potuto continuare la sua opera, sarebbe molto probabilmente divenuto il fondatore dell’etologia moderna.
da "Etologia: Storia - gli Etologi e le teorie naturalistiche"
Cronologia Ornitologica