Savi Paolo

Savi, Paolo, geologo, zoologo (1798 - 1871)

Paolo Savi, figlio di Gaetano, fu dal 1817 suo assistente presso la cattedra di Botanica e poi dal 1823 titolare di quella di Storia naturale, presso la sezione fisica del Collegio medico-fisico dell'Università di Pisa, in sostituzione del Santi. Dopo gli iniziali studi di botanica, passò successivamente alla geologia e alla paleontologia e quindi alla zoologia e all'anatomia comparata.

Nel quadro di una politica granducale favorevole a contribuire alla ricerca scientifica e alla formazione dei docenti, ricevette un sussidio nel 1826 per una ricerca propedeutica alla formazione di una carta geologica della Toscana e alla descrizione delle "produzioni naturali"; nel 1827 poté recarsi a Parigi ove perfezionò i suoi studi zoologici e geologici. Approfittando di questa circostanza riuscì ad arricchire il patrimonio del Museo di storia naturale pisano con l'acquisizione di vari reperti e di strumenti scientifici, oltre a regalare la sua collezione di entomologia, ornitologia e anatomia comparata; del Museo ebbe a lungo la direzione, dal 1823 al 1871.

Nel 1839 Paolo Savi ebbe un ruolo importante nella preparazione del Congresso degli scienziati, che si tenne a Pisa nell'ottobre 1839: fu tra i firmatari, insieme a Vincenzo Antinori, Amici, Giorgini e Bufalini, della circolare - che il padre Gaetano aveva rifiutato di firmare - che proponeva il Congresso. Nel 1843-1844 lo troviamo occupato nella pubblicazione degli "Annali delle Università toscane", per la sezione di scienze cosmologiche. Fu anche direttore del Giardino botanico.

Nel 1832 fu incaricato di relazionare sullo stato delle manifatture del sale a Volterra; nel 1833 ottenne l'incarico definitivo del riordino del settore, cui seguì nel 1837 la nomina a consultore delle Regie Rendite per le Saline, confermata nel 1857.

Per quanto riguarda la sua carriera universitaria, nel 1840 fu trasferito da Storia naturale alla neonata cattedra di Anatomia comparata e zoologia. Proprio alla zoologia si legano i suoi studi più noti, tra cui la celebre "Ornitologia italiana" alla quale lavorò fino alla fine; non trascurò tuttavia neppure le ricerche geologiche, che si concentrarono in particolare sull'attenta analisi dei monti pisani, tanto che viene considerato uno dei padri fondatori della geologia italiana dell'Ottocento.

Fu membro di numerose accademie italiane e straniere: tra queste si ricordano la Società zoologica di Londra (1831) e i Georgofili. Collaborò al "Nuovo Giornale de' Letterati" e agli "Annali delle Università Toscane" e partecipò ai primi tre e al quinto congresso degli scienziati italiani. Grazie alle sue vaste conoscenze in campo geologico fu nominato nel 1858 consultore geologico delle Terme di Montecatini. Dal 1855 al 1866 ebbe la carica di presidente dell' Accademia di belle arti di Pisa. Nel 1862 fu nominato senatore del Regno.

Nel 1870, per motivi di salute, ottenne di farsi sostituire dal figlio Adolfo agli esami.