Grassi Giovanni Battista (1854 - 1925)
uno zoologo per la malaria
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di Ernesto Capanna

1. Il paese natio, gli studi (1854-1877).
Battista Grassi nacque il 27 Marzo 1854, a Rovellasca, presso Como , e si laureò in Medicina e Chirurgia nell'Università di Pavia dove ebbe tra i suoi Docenti personaggi illustri della biologia della fine del diciannovesimo secolo: Camillo Golgi, Giulio Bizzaozzero. I primi lavori scientifici del Grassi, ancora studente o neo-laureato, furono compiuti nell'Istituto di Anatomia Comparata. Questi suoi primi lavori sugli elminti parassiti dell'uomo sono splendidi esempi di attenta e rigorosa sperimentazione. Fondamentale è il suo lavoro sull'anchilostomiasi nel quale egli dimostra che la via di infezione è trans-cutanea e non oro-fecale.

2. Messina ed Heidelberg (1878-1882).
Con una borsa di studio, Grassi lavora a Messina, nella Stazione di Oceanografia fondata dello zoologo tedesco Nicolaus Kleinenberg (1842-1897). Di questo periodo, vissuto tra Messina e la stazione Zoologica di Napoli, è la grande monografia sui Chetognati che Grassi pubblica nel 1882 negli atti dell'Accademia dei Lincei. Dopo il Kleinenberg il Grassi sceglie un secondo maestro tedesco: Carl Gegenbaur (1826-1903). Dal periodo trascorso ad Heidelberg (1879-80) nel laboratorio di Gegenbaur e di Otto Bütschli (1848-1920), egli trasse la sua formazione di evoluzionista e di fine citologo dei protozoi. Dalla Germania Grassi riporta osservazioni ed appunti che pubblicherà nella grande memoria, edita dall'Accademia dei Lincei nel 1882, "Lo sviluppo della colonna vertebrale nei pesci". Ad Heidelberg conosce Maria Koenen, che diverrà sua moglie.

3. L'università di Catania (1883-1896).
3.1. L' Elmintologia
A soli 29 anni Grassi è chiamato alla cattedra di Zoologia e Anatomia Comparata dell'Università di Catania. Qui riprende gli studi sugli elminti parassiti, soprattutto dei Cestodi. Particolarmente rilevanti le sue osservazioni sul ciclo biologico di Hymenolepis nana, giungendo a dimostrare che esso può compiersi senza un ospite intermedio.
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3.2. L' Oceanografia Biologica
A Catania Grassi inizia gli studi sul ciclo riproduttivo delle anguille, con la trasformazione dei leptocefali, che gli valse una immediata fama internazionale. Egli riprenderà poi a Roma gli studi sulla Metamorfosi dei Murenoidi.

3.3. L'Entomologia
Grassi a Catania inizia la sua attività di ricerca nel settore della Entomologia di base: pubblica la serie di memorie sui "Progenitori di Miriapodi ed Insetti", che imposta in chiave eminentemente evoluzionistica; di questa serie è fondamentale la memoria " Sull'Anatomia Comparata dei Tisanuri e considerazioni generali sull'organizzazione degli Insetti", pubblicata dalla Accademia dei Lincei nel 1888; scopre con Koenenia mirabilis un nuovo ordine di Aracnidi, i Palpigradi; studia il problema della determinazione delle caste nelle termiti.

3.4. La malaria degli uccelli
A Catania, a partire dal 1888, Grassi inizia a studiare il problema della malaria in collaborazione con il clinico Raimondo Feletti. Egli prende a modello la malaria degli uccelli - come in seguito farà anche Ross in India - e ne identifica, e descrive, gli sporozoi.

4. The Darwin Medal (1896).
Il valore scientifico della ricerca zoologica del Grassi riceve il riconoscimento internazionale con l'attribuzione della Medaglia Darwin della Royal Society of London per le sue scoperte sul ciclo riproduttivo delle anguille e sulle caste delle Termiti.

5. L'Università di Roma (1885-1925).
5.1. Anopheles claviger.
A Roma Grassi è profondamente colpito dalla drammatica situazione sanitaria delle campagne attorno alla città, ove gravissima è la malaria. A Roma operava da vari anni la scuola malariologica composta da un igienista, Angelo Celli, e da un gruppo di patologi e clinici romani, Amico Bignami, Giuseppe Bastianelli ed Ettore Marchiafava. A questo gruppo egli si associa ponendo a disposizione le sue competenze di entomologo. A seguito di una serie di osservazioni, entomologiche, epidemiologiche e, infine, sperimentali -dal 29 Settembre 1898 al 4 Dicembre 1898-, giunge a individuare in Anophles claviger (Anopheles labranchiae) il responsabile della trasmissione malarica nell'uomo. Nella mostra sono esposti gli estratti delle pubblicazioni di Grassi, Bignami e Marchiafava edite sui Rendiconti dell'Accademia dei Lincei.
Disegni di larve di murenoidi per le tavole della "Memoria".
Il ciclo del plasmodio nella prima edizione di ''Studi di uno zoologo sulla malaria''. Nella stesura del 1900 segnala con un punto interrogativo la possibilità di un ciclo esoeritrocitario
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5.2. La polemica per la priorità della scoperta.
Sono custoditi presso il Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo della Sapienza vari documenti relativi alla polemica che contrappose Battista Grassi e Ronald Ross per la priorità della scoperta del vettore della malaria umana. L'articolo di Ross, comparso sugli "Annales de l'Institut Pasteur" (1899) e datato 31 dicembre 1898, è esposto in un esemplare annotato dal Grassi. Grassi difese la sua indipendenza e la priorità nella scoperta fino all'ultimo anno della sua vita. Un suo articolo sulla rivista Nature (gennaio 1924) ebbe una sdegnosa risposta da Ross sullo stesso giornale (8 marzo) al quale Grassi replicò, ancora su Nature, con una lettera del 29 marzo. Nella disputa le parti di Grassi furono sostenute anche da personalità inglesi: nel necrologio di Grassi apparso su Nature, a firma del protistologo e malariologo inglese Clifford Dobell si legge:"He [...] succeeded in 1898 and 1899 [...] in solving once for all the mode of transmission of human malaria."
5.3. Le campagne antimalariche.
Dal 1900 e al 1902 Grassi compie, in collaborazione con i Dottori Pittaluga e Noè, importanti campagne di studio sulla malaria nei luoghi maggiormente colpiti da questa malattia: nell'Agro Portuense, alle foci del Tevere (Fiumicino), e nella piana di Capaccio, presso Paestum.

5.4. Mai più malaria!
Nel 1902 il premio Nobel fu attribuito a Ronald Ross e la delusione di Grassi fu grande. Egli decise di abbandonare gli studi sulla malaria e dedicarsi ad altri temi di ricerca. Di questo preriodo è la importante memoria su Phlebotomus papatasii e la serie di lavori sul ciclo della fillossera della vite ( Phylloxera vastatrix), che all'inizio del secolo fu la più grave calamità che colpì la coltivazione della vite in Europa. Nello stesso periodo Grassi si interessò di argomenti di Medicina Sociale, quali le inchieste di medicina del lavoro: sulla necrosi fosforica che colpiva i lavoratori dell'industria dei fiammiferi e sul gozzo endemico di alcune valli alpine italiane. Grassi non si interessò più agli Sporozoi della malaria, dedicandosi ai Polimastigini endosimbionti delle termiti -tra il 1904 e il 1917- che furono uno dei suoi temi di ricerca a Catania (1885).

6.5. L'anofelismo senza malaria.
Il primo conflitto mondiale comportò in Italia una recrudescenza della diffusione della malaria, fatto che convinse il Grassi a tornare ad occuparsi nuovamente di zanzare e di malaria. Enfasi meritano le ricerche sul problema dell'anofelismo senza malaria. A partire dal 1918 studiò le popolazioni di anofele in tre località -Orti di Schito, nel Napoletano, a Massarossa in provincia di Lucca e a Chignolo Po nei pressi di Pavia- ove la presenza di Anopheles claviger non era accompagnata da malaria. Dopo tre anni di studi gli fu possibile dimostrare che esisteva una "razza biologica" (oggi diremmo specie criptica) di anofeli che non punge l'uomo, ma solo gli animali. Grassi seguitò i suoi studi sulla malaria fino al giorno della sua morte, mentre stava ancora correggendo il suo studio sulla biologia di Anopheles superpictus. Grassi muore a Roma il 4 Maggio 1925.



Cronologia Ornitologica