Grandidier Alfred (1836-1921)
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Assieme al fratello Ernest Grandidier (1833-1912), partono per un viaggio attorno al mondo guidati dall'astronomo e fisico Pierre Jules César Janssen (1824-1907), quest'ultimo si ammala e rientra in Francia dopo sei mesi. Visitano il Sudamerica dal 1858 al 1859: Ande, Perù, Cile, Bolivia, Argentina e Brasile, riportando  importanti raccolte analizzate nel 1860, da Ernest Grandidier. I due fratelli si separano, Ernest Grandidier si reca in Cina ove raccoglie importanti raccolte che oggi possono essere ammirate al Louvre e al Museo Guimet.

Alfred Grandidier si reca (fine 1862) nel sud dell' India e vi rimarrà fino al luglio 1863. Stanco del viaggio in India e ammalatosi di malaria parte per Zanzibar e in seguito si recherà nell' Isola di Riunion per riposarsi. Nel 1865 scopre per caso il Madagascar e lo visita con Auguste Lantz. Si dedica allo studio dell' isola sostenuto dal Museo Nazionale di Storia Naturale di Parigi e dalla Società Geografica. Ritorna definitivamente in Francia nel 1870.

Pubblica numerosi articoli di geologia, di zoologia e sul popolo autoctono malgascio. Realizza un opera sul  Madagascar di 30 volumi che sarà portata a termine, postuma, dal figlio  Guillaume Grandidier (1873-1957). I lavori di Alfred Grandidier sul Madagascar richiamano l'attenzione del governo francese per conquistare l'isola (1890). È eletto all'Accademia delle Scienze nel 1885 ed è Presidente della Società geografica dal 1901 al 1905.




Aepyornis maximus Geoffroy-Saint Hilaire, 1851
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Quattro secoli dopo la visita di Marco Polo, nel 1642, il cardinale Richelieu annetteva il Madagascar alla Francia, e vi inviava come Governatore l'Ammiraglio de Flancourt, il quale descrisse sommariamente il favoloso Vouron-Patra (Aepyornis maximus) riferendo che era abbastanza frequente nella parte meridionale dell'isola. Ma fu solo nel 1831 che l'ufficiale francese Victor Sganzin trovò sulla costa orientale alcuni indigeni che usavano come recipiente per l'acqua un uovo del diametro di oltre 30 cm. L'uovo, inviato a un commerciante di Città del Capo, doveva raggiungere Parigi, ma affondò con la nave che lo trasportava.
Nel 1848 il commerciante Dumarèle vide un uovo gigantesco in possesso di un capo indigeno, il quale disse che l'uccello che lo deponeva esisteva ancora nella vicina foresta.
La notizia destò interesse in tutto il mondo, ma nessuno riuscì a trovare e a catturare il grande uccello.
Nel 1850 furono spedite a Parigi tre uova e alcuni frammenti: gli scienziati che li esaminarono dettero pareri diversi sulla natura dell'uccello che le aveva deposte.
Nel 1868 Alfred Grandidier trovò nelle paludi della costa occidentale del Madagascar un enorme giacimento di grosse uova, che risultarono semifossilizzate, ma di epoca recente. Si convenne che l'uccello gigante era un lontano parente dello Struzzo. Nessuno è mai riuscito a trovarne uno vivo. Da uno scheletro completo conservato nel Museo di Storia Naturale di Parigi sappiamo che l' epyornis era probabilmente il più grande uccello mai esistito: poteva superare i 3 metri di altezza e i 450 kg di peso. Il suo collo era lungo, il tronco poderoso, lo sterno privo di carena. Le ali erano ridotte e atrofizzate, e le zampe possenti con tre robustissime dita. L'uovo enorme: quello  conservato a Parigi misura 39,0 x 32,7 cm con un peso di oltre 12 kg e contenente 8 litri, pari a 7 uova di struzzo ovvero oltre a 180 uova di gallina. Lo spessore del guscio è di parecchi millimetri. L'uccello elefante, rifugiatosi nelle zone paludose si è estinto nel XVII secolo a causa dei coccodrilli e degli uomini divenuti più numerosi in Madagascar.



Bibliografia :

Aepyornis maximus

Estinto (1700)

Classificazione scientifica
Regno: Animalia
Phylum: Chordata
Classe: Aves
Ordine: Struthioniformes
Famiglia: Aepyornithidae
Genere: Aepyornis
Specie: A. maximus

Nomenclatura binomiale
Aepyornis maximus
Geoffroy-Saint Hilaire, 1851