Gli Enantiornithes e l'Eoalulavis hoyasi
da Summagallicana
di Elio Corti
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L'Archaeopteryx fu veramente l’antenato di tutti gli uccelli? Cosa possiamo dedurre sulla loro evoluzione studiando i fossili del periodo geologico successivo in cui visse Archaeopteryx, il Cretaceo? Gli unici scheletri relativamente completi risalgono alla fine di questo periodo - circa 85 milioni di anni fa - e si riferiscono a uccelli che in parte erano muniti di denti, parzialmente adattati alla vita acquatica, con un'alimentazione a base di pesci. Non appare verosimile che queste forme specializzate siano discese direttamente da Archaeopteryx che pertanto molti studiosi hanno considerato come una sorta di vicolo cieco dal punto di vista evolutivo.Piuttosto recentemente, tuttavia, sono stati scoperti fossili di uccelli del Cretaceo inferiore - risalenti all'incirca a 125 milioni d’anni fa - che sembrano rappresentare uno stadio evolutivo intermedio fra Archaeopteryx e uccelli attuali. Si tratta degli Enantiornithes, termine proposto inizialmente da Walker nel 1981 per il genere Enantiornis e per alcuni esemplari allora inclassificati rinvenuti in Argentina. Ritrovamenti recenti hanno invece stabilito che questo gruppo di uccelli del cretaceo era ampiamente diffuso - attualmente ne sono noti 15 differenti tipi provenienti da Spagna, Cina, Mongolia e Madagascar - e che, in modo sorprendente, era composto da soggetti che oscillavano fra le dimensioni di un passero e quelle di un tacchino. Alcune forme erano prive di denti. Tutte quante si estinsero insieme ai dinosauri.
Enantiornithes deriva dal greco enantìos, che significa opposto: erano uccelli che si contrapponevano per alcune caratteristiche agli uccelli attuali, i Neornithes. Gli Enantiornithes condividevano con Archaeopteryx i denti e un bacino di tipo primitivo, ma possedevano un lungo pigostilo e una coda accorciata, e il canale triosseo aveva una forma del tutto particolare. Sono stati così battezzati soprattutto per altre caratteristiche mai riscontrate in altri uccelli: la normale configurazione dell'articolazione fra scapola e coracoide era completamente invertita e durante lo sviluppo la fusione degli elementi del tarsometatarso si svolgeva in senso opposto a quanto accade negli uccelli moderni (prossimo-distale rispetto alla linea mediana del corpo anziché distale-prossimale).
Lo scheletro di un piccolo uccello grande quanto un cardellino, un nuovo appartenente agli Enantiornithes, fu rinvenuto nel 1984 nel calcare di Las Hoyas in Spagna e presenta una combinazione di caratteri ancestrali e moderni. Venne denominato Concornis [1] da Sanz & Buscalioni (1992).
Nel 1996 i due precedenti scienziati, insieme a Chiappe e ad altri collaboratori, descrissero un nuovo appartenente agli Enantiornithes, anch'esso rinvenuto a Las Hoyas e anch'esso delle dimensioni di un passero: venne battezzato Eoalulavis hoyasi. Eòs in greco è l'aurora e vuole significare la più precoce comparsa sinora nota di quella struttura detta in latino alula cioè piccola ala, che altro non è che la falsa ala o ala bastarda che può essere presente anche nel pollo [2] . Secondo Ben Creisler (comunicazione personale, 1997) Concornis e Eoalulavis appartengono a due generi distinti in base ad alcune caratteristiche, tra le quali spicca la differente morfologia sternale.
Il bacino e gli arti posteriori di Eoalulavis rispetto a quelli degli uccelli attuali sembrano avere una morfologia più simile a quella dei rettili, ma il cinto scapolare e la furcula appaiono più moderni di quelli di Archaeopteryx. Una delle caratteristiche più interessanti di questo fossile, tuttavia, è il pigostilo, che è formato da 15 vertebre fuse: è quindi più lungo del pigostilo degli uccelli attuali - che ha da quattro a 10 vertebre fuse - ma è notevolmente più breve della coda di Archaeopteryx composta da 23 vertebre.
Il fossile di Las Hoyas, come lo stesso Archaeopteryx, dimostra che l’evoluzione dei primi uccelli fu fortemente influenzata dalle caratteristiche fisiche legate all'attività del volo. Attualmente non è possibile dire se Archaeopteryx sia stato o no l’antenato diretto dell'uccellino di Las Hoyas e di tutti gli altri uccelli, ma questa correlazione non è particolarmente importante. Il fatto significativo è che i 6 scheletri noti di Archaeopteryx e la sua penna isolata forniscono informazioni di estrema importanza sull'evoluzione degli uccelli. Come disse nel 1957 Adolf Portmann, zoologo dell'Università di Basilea: “Si tratta di documenti senza i quali il concetto di evoluzione non sarebbe così solido.”
Eoalulavis was an enantiornithine bird. It lived during the Aptian in the Early Cretaceous, about 115 mya and is known from fossils found at Las Hoyas, Spain. Only a single species is known, Eoalulavis hoyasi.[1]At the time of its discovery, it was the oldest known bird to possess an alula, a batch of feathers on the thumb that can be separately moved to improve stability at low flight speeds. This feature evolved either independently in Enantiornithes and the ancestors of mordern birds, or it is very ancient and dates back to soon after Archaeopteryx. The former is considered more likely, as an alula is not known from the most primitive Mesozoic birds. The same seems to go for uncinate processes, which are absent in this species but present in a few other contemporary birds, some of them (like Longipteryx chaoyangensis) also Enantiornithes.
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[1] ^ Monastersky (1996), Sanz et al., (1996)
-Monastersky, R. (1996): Evolution's fast track toward slow flight. Science News 150(5): 71. PDF fulltext
-Sanz, José L.; Chiappe, Luis M.; Pérez-Moreno, Bernardino P.; Buscalioni, Ángela D.; Moratalla, José J.; Ortega, Francisco & Poyato-Ariza, Francisco J. (1996): An Early Cretaceous bird from Spain and its implications for the evolution of avian flight. Nature 382(6590): 442-445.
An Early Cretaceous bird from Spain and its implications for the evolution of avian flightJosé L. Sanz*, Luis M. Chiappe†, Bernardino P. Pérez-Moreno*, Angela D. Buscalioni*, José J. Moratalla*, Francisco Ortega* & Francisco J. Poyato-Ariza*
*Unidad de Paleontología, Departamento de Biología, Facultad de Ciencias, Universidad Autónoma de Madrid, 28049-Mad rid, Spain
†Department of Ornithology, American Museum of Natural History, Central Park West at 79th Street, New York, New York 10024, USAAVIAN flight is one of the most remarkable achievements of vertebrate evolution, yet there is little evidence of its early phases. Specimens of Archaeopteryx shed important (albeit controversial) light on this evolutionary phenomenon, but the large morphological (and almost certainly functional) gap between Archaeopteryx and modern avians remained virtually empty until recently. Here we report a new, exquisitely preserved, bird from the Lower Cretaceous Konservat-Lagerstätte of Las Hoyas (Cuenca, Spain) which provides evidence for the oldest known alula (bastard wing). Crustacean remains found inside its belly also provide the oldest direct evidence of feeding habits in birds. The new specimen has numerous synapomorphies with the Enantiornithes, but its unique sternal morphology, along with other autopomorphies in the furcula and vertebral centra, support the recognition of a new enantiornithine taxon, Eoalulavishoyasi. The combination in Eoalulavis of a decisive aerodynamic feature, such as the alula, with the basic structures of the modern flight apparatus indicates that as early as 115 million years ago, birds had evolved a sophisticated structural system that enabled them to fly at low speeds and to attain high manoeuvrability.
References
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