CASTELLI GUIDO (1876-1947)La figura di Guido Castelli va collocata fra i grandi precursori del movimento per la protezione della natura in Italia e in Europa. Quando scomparve nessuna rivista naturalistica dell'epoca, trentina e non, riportò qualche cenno biografico o qualche parola di ricordo di una persona oggi così amata dai protezionisti e così benemerita per il messaggio proposto in tempi in cui sicuramente erano pochissimi quelli che parlavano di ecologia e di ambiente.
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Guido Castelli è nato a Trento l'8 maggio 1876. Nel 1910 era stato nominato Conservatore onorario per la Sezione Omitologia al Museo di Trento e riconfermato in tale carica nel 1922, al momento della costituzione del Museo Civico di Storia naturale.
Fin dal 1914 collaborò con il Prof. Agostino Bonomi di Rovereto nel settore dell'Ornitologia, fornendogli notizie ed osservazioni.Il giorno 1 luglio 1929 venne assunto definitivamente al Museo per la sua competenza come tassidermista e naturalista nel settore dei Mammiferi e Uccelli della Venezia Tridentina.
Fondato nel 1929 il Museo di Storia Naturale della Venezia Tridentina, continuò a dare ad esso la sua opera diuturna ed indefessa, sempre riconfermato nella carica di Conservatore per la Sezione Ornitologia, facendo affluire all'istituto tutto il ricco ed abbondante materiale faunistico raccolto nelle periodiche escursioni da lui compiute.
Guido Castelli era legato da una amicizia con il Prof. Oscar de Beaux, zoologo specializzato nello studio dei Mammiferi e Direttore del Museo Civico di Storia Naturale di Genova, ed era in contatto con molti altri studiosi come Giovan Battista Dal Piaz dell'Università di Padova, Camillo Richard di Torino e Eduard Paul Tratz di Salisburgo. La sua vera specializzazione era l'Ornitologia e anzi si può affermare che dopo la scomparsa degli Ornitologi Guido Marchi e Agostino Bonomi il Castelli sia stato per lunghi anni il solo ornitologo dell'intera regione, il punto di riferimento a cui tutti si rivolgevano per informazioni, determinazioni e consigli. A ciò si deve aggiungere anche la sua vastissima attività come tassidermista.
Le due grandi sale dedicate all'Ornitologia nella vecchia sede del Museo in Via Verdi erano dovute alla sua attività . Fra le tante sale di cui si componeva il Museo i visitatori preferivano le due sale dell'Ornitologia .
Numerosi sono i contributi di Castelli sull'Ornitologia del Trentino, relativi a segnalazioni di specie rare e ad altri aspetti interessanti; nel 1929 ha pubblicato anche la Bibliografia Ornitologica della Venezia Tridentina.
Per Guido Castelli, la protezione della natura vivente « è per tutti un dovere imprescindibile, una questione che si impone non solo dal punto di vista scientifico, faunistico, floristico, geologico: ma anche da quello estetico, forestale, cinegetico, ittico, ecc. È tempo che tra la maturità del senso civile e la febbre del consumo superfluo si interponga una legge di equilibrio e di economia che impedisca e compensi le perdite della natura ».Si noti che queste parole sono state scritte nel 1935, quando la situazione era ben diversa dall'attuale !
In altri scritti più recenti (1946), il Castelli precisa che i parchi dovranno essere destinati anche alla ricerca scientifica, per cui « accanto agli scopi economici ed a quelli turistici, sorgono attuali e predominanti gli scopi educativi ».Guido Castelli si spense a Trento, nella sua casa di Via Roma, il 15 agosto 1947
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Bibliografia di
GUIDO CASTELLI1913
Ancora del beccofrusone nel Trentino. Il Popolo, 31 dicembre 1913.1914
Note d'Avifauna: il beccofrusone nel Trentino. L'Educatore, IV (13): 196-197.
La collezione ornitologica di A. Stenico in Trento. L'Alto Adige, 25-26 agosto 1914
Cattura di ghiandaia marina a Povo di Trento. L'Educatore, IV (16): 244-245.1923
Nuova comparsa del beccofrusone nel Trentino. La Libertà, VII (1699), del 21 dicembre 1923.1927
Note ornitologiche. St. Trent., VIII (2): 239-243.1928
Catture ornitologiche degne di nota avvenute nel sessennio 1922-1927 nella Venezia Tridentina. St. Trent. Sc. Nat., IX (2): 149-172.
Biancone catturato a Cavedine nel Trentino. Il Brennero, 5 ottobre 1928.
Catture di aquila reale nel Trentino. Il Gazzettino, 6 ottobre 1928.
Civetta minore catturata nel Trentino (Denno - Val di Non). Il Cacciatore Trentino, X (85): 97-98.1929
Nota ornitologica. La strolaga mezzana - Colymbus arcticus (Linn) - la seconda cattura accertata nel Trentino. St. Trent. Sc. Nat., X (1): 49-52.
Nota ornitologica. La cicogna nera - Ciconia nigra (Linn.)- nel Trentino. St. Trent. Sc. Nat., X (1): 53-55 [vedasi anche Il Brennero, 31 marzo 1928 e Il Cacciatore Trentino, 1 luglio 1928].
Nota ornitologica. La seconda cattura accertata nel Trentino dello Stercorarius crepidatus Banks - Labbo (varietà scura). St. Trent. Sc. Nat, X (3): 203-209.
Bibliografia ornitologica della Venezia Tridentina. Archivio per l'Alto Adige (Gleno), XXIV (1): 169-210.
Ornitologia Italiana del Dott. Ettore Conte Arrigoni degli Oddi. Milano, Edit. Ulrico Hoepli, 1929. Il Cacciatore Trentino, X (89): 29-32 [recensione].
Dott. Ettore Conte Arrigoni degli Oddi. Ornitologia Italiana. Milano, Edit. Ulrico Hoepli, 1929. St. Trent. Sc. Nat., X (2): 167-168 [recensione].
Uccelli stazionari e di passo nel Trentino. In: Selvaggina e caccie in Italia inchiesta ornitologica venatoria compiuta nel 1928. Relazione dei dott. Bonelli O. e Moltoni E., Milano, Raimondi e Zaccardi, pp. 123-124.
Il luì forestiero – Phylloscopus superciliosus (Gm.) per la prima volta catturato nel Trentino. Il Cacciatore Trentino, XI (90).
Uccello polare (Edredone maschio giov.) ucciso al Lago di Caldonazzo. Il Brennero, 8 ottobre 1929 [vedasi anche il Gazzettino, 9 ottobre 1929 e Il Corriere della Sera, 10 ottobre 1929].1931
Catture ornitologiche degne di nota avvenute nel biennio 1928-29 nella Venezia Tridentina. St. Trent. Sc. Nat., XII (2): 89-124.1932
Uccelli rari o non comuni catturati nella regione tridentina e - per la maggior parte - pervenuti in dono al Museo di Storia Naturale, nel biennio 1930-31. St. Trent. Sc. Nat., XIII (2): 126-129.1935
L'Orso Bruno (Ursus arctos arctos L.) nella Venezia Tridentina. Trento, Ass. Prov. Cacciatori.1938
La protezione dell'orso bruno e l'istituzione di un Parco Nazionale. Il Cacciatore Italiano, 24 giugno 1938 [sotto lo pseudonimo di Arctos].
Per un «Parco Nazionale Adamello-Brenta». Diana, XXXIII (5): 161-169 [sotto lo pseudonimo di Cicì].1939
Distribuzione geografica degli orsi viventi. Venatoria-Diana, XXXIV (23): 853-855.
L'età della selvaggina. Diana Venatoria: 81-82.1940
Fauna estinta od in via d'estinzione sulle Alpi. Firenze, Editoriale Olimpia (pubblicato anche in Venatoria-Diana, n.i 5-12, 1939).1941
Il Cervo Europeo (Cervus elaphus Linn.). Firenze, Editoriale Olimpia.1943
La Valle di Breguzzo e la convalle di Arnò nelle Giudicarie (Trentino occidentale). Trento, TEMI.1946
Un'idea che non deve essere abbandonata. La costituzione del «Parco Naturale Brenta-Adamello». Diana, XLI (23): 409-410 [sotto lo pseudonimo di Arctos].
Il Parco di protezione Brenta-Adamello. Fauna e flora delle Alpi nel loro ambiente naturale. Diana, XLI (24): 441-442 [sotto lo pseudonimo di Arctos].
Protezione dell'orso bruno. Il Parco dell'Adamello e del Brenta. Lo Scarpone [sotto lo pseudonimo di Arctos].
L'orso bruno del Trentino. Il Gazzettino, 14 luglio 1946 [sono lo pseudonimo di Cicì].
Il progetto per l’erezione del Parco Brenta-Adamello. Il Gazzettino, 6 ottobre 1946 [sotto lo pseudonimo di Arctos].
Arctos insorge a difesa del timido plantigrado. Il Gazzettino, 10 ottobre 1946 [sotto lo pseudonimo di Arctos].
L'auspicato Parco Nazionale Adamello-Brenta. Fauna e flora delle Alpi nel loro ambiente naturale. Il Gazzettino, 17 ottobre 1946 [sotto lo pseudonimo di Arctos].
Cronologia Ornitologica