Osservazione sul dimorfismo (dicromatismo) sessuale
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by Canali Giovanni
Nel dimorfismo sessuale si è notata la regola che vede maggiore dimorfismo nelle specie poligame, ma a mio avviso non è la sola, ve ne è un’altra molto interessante che riguarda i colori, pertanto sarebbe forse più corretto dire dicromatismo che
non dimorfismo.Nei maschi delle specie dimorfiche, segnatamente negli uccelli (AVES), ma anche in altre classi, si hanno più eumelanine nei maschi mentre nelle femmine più feomelanine.
I colori dati da pigmento eumelaninico come: il nero, il grigio ed anche il marrone molto scuro, sono più abbondanti nel maschio.
Anche quelli a base eumelaninica con interventi strutturali che modificano la riflessione della luce e con essa il colore (diffusione di Tyndall o interferenza su lamine sottili) blu, o azzurro, il viola, nonché il verde, eumelanina in associazione con pigmento giallo lipocromico (di solito carotenoidi o aldeidi polinsature), sono più abbondanti nel maschio.
Caso a parte è il verde dei Turachi, la turacoverdina che è un pigmento.
I colori dati da pigmento feomelaninico, quali il marrone, il nocciola, il caffelatte, il fulvo, talvolta anche rosso e giallo, normalmente di tonalità piuttosto sporche (questi ultimi colori sono più spesso lipocromici), sono più abbondanti nelle femmine.
Non è molto difficile distinguere certi colori feomelaninici con quelli lipocromici poiché, questi ultimi sono più puri e brillanti; inoltre sono spesso più presenti nei maschi.
Il marrone può essere di entrambi i pigmenti, ma il marrone eumelaninico è più scuro, a volte si possono anche avere mescolanze, tuttavia abbastanza individuabili.
Il marrone eumelaninico a volte è noto come frutto di mutazione, spesso isabellismo, in questo caso rimane molto più scuro del pigmento feomelaninico.
Vi sono poi altri pigmenti che non sono oggetto di questa osservazione.
Gli esempi della regola in oggetto, sono infiniti:
il Merlo (Turdus merula) è nero nel maschio e marrone nella femmina, la Capinera (Sylvia atricapilla) merita tale nome nel maschio ma non nella femmina; infatti il pileo del maschio è nero quello della femmina fulvo, più evidente il caso la Balia nera (Ficedula hypoleuca) , che presenta pezzature nere nel maschio e marroni nella femmina, anche qui un nome parzialmente usurpato, un altro esempio il Passero solitario (Monticula solitarius) che appare blu nel maschio e marrone nella femmina.
Gli esempi potrebbero continuare moltissimo, basta sfogliare un libro di uccelli illustrato per rendersene conto.
Un aspetto interessante è che praticamente non esistono vere eccezioni; le poche specie che presentano più eumelanine nelle femmine hanno anche l’inversione del comportamento sessuale, con femmine che corteggiano i maschi e questi ultimi che covano e accudiscono la prole. Pertanto più particolarità che vere eccezioni: uno dei migliori esempi è dato dai Falaropi.
La ragione di questa situazione appare essere la situazione ormonale. I giovani spesso somigliano alle femmine, i maschi assumono i colori più vivaci ed anche più eumelaninici in età adulta, ove è da ritenere esservi una situazione ormonale diversa. Fra i vari esempi il Cardinalino del Venezuela (Carduelis cucullata)
Fenomeno anche più evidente si ha nelle specie che hanno l’eclisse, l’abito eclissale dei maschi è simile a quello delle femmine, quello nuziale maschile si colora in modo più vistoso, compresi colori a base eumelaninica, per la diversa situazione ormonale.
Ovvio l’esempio di molte Anatre, come il Germano reale (Anas platyhynchos) e la Moretta (Aythya fuligola), oltre alle anatre troviamo altre specie, come il Ministro (Passerina cyanea).
Il Canali conclude:Questa regola non l’ho mai trovata descritta. Alcuni autori hanno parlato di melanine rispetto al dimorfismo sessuale di una o più specie, ma non hanno, per quanto di mia conoscenza, fatto un discorso comparato ad ampio respiro in modo da definire questa regola.